Politica

Il sondaggio sugli italiani e l’uscita dall’euro

La fiducia nei confronti dell’Unione Europea è in robusto e costante calo dal 2011. Ma la moneta è un’altra cosa, anche tra gli elettori grillini e del Carroccio

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Gli euroscettici sono tanti ma gli italiani non vogliono uscire dall’euro. I risultati di un sondaggio di IPSOS illustrati oggi dal Corriere della Sera in un articolo a firma di Dario Di Vico dicono la fiducia nei confronti dell’Unione Europea è in robusto e costante calo dal 2011, ovvero dalla caduta del governo Berlusconi dopo la lettera della Banca Centrale Europea, ma nel frattempo la percentuale di coloro che voterebbero per restare nell’euro in caso di referendum sulla moneta unica è robustamente più alta di quelli che voterebbero per l’uscita. Ancora più significativo è che la rilevazione di maggio 2018 vede in aumento quelli che vogliono restare nell’euro rispetto a una valutazione fatta nel febbraio 2017. Insomma, i Giorni dell’Ira per il caso Savona, che hanno prepotentemente riportato l’argomento in prima pagina, hanno portato gli italiani a schierarsi ancora più a favore della moneta unica.

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Il sondaggio di Ipsos sugli italiani e l’uscita dall’euro (Corriere della Sera, 4 giugno 2018)

L’uscita dall’euro non è apprezzata dall’elettorato italiano e, cosa ancora più significativa, non registra significative percentuali di vantaggio tra gli elettori del MoVimento 5 Stelle e della Lega visto che solo questi ultimi sono in maggioranza (risicata) nel partito: i grillini sono in maggioranza a favore dell’Unione Europea. L’uscita dall’euro ad oggi rimane quindi per l’Italia, così come per la Francia, un’opzione elettorale che infiamma molti animi e consente di guadagnare voti ma è invisa dalla maggioranza del paese. Questa situazione ha portato a una sconfitta rovinosa per Marine Le Pen in Francia, con il Front National che ha dovuto passare la campagna del ballottaggio a spiegare di non essere tanto noeuro e i mesi successivi a mollare l’argomento. In Italia la Lega ha parlato di uscita dall’euro in campagna elettorale e successivamente, dopo lo scoppio della bolla dello spread, si è precipitata a precisare che nel programma M5S-Lega non c’è in programma nessun abbandono della moneta unica. Con il tempo l’argomento tornerà sul tavolo dell’attualità e quando si scoprirà che è difficile riformare l’UE senza l’accordo con gli altri paesi si capirà meglio se quella dell’euro è una issue da giocarsi soltanto in campagna elettorale o qualcosa di più serio.

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