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Il "sondaggio" del M5S per il governo con il PD

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pd m5s referendum

Il MoVimento 5 Stelle sta per commissionare «un sondaggio vero e proprio», dunque diverso e indipendente dal referendum annunciato sulla piattaforma Rousseau, per misurare il reale gradimento del patto 5S-PD. Un’indagine, racconta oggi Giovanna Vitale su Repubblica, non limitata ai soli iscritti, solitamente più attivi sui social e dunque in grado di condizionare il dibattito, bensì allargata all’intera platea degli elettori. In grado di far capire ai vertici se spegnere il forno di destra per accendere quello di sinistra sia stata o no la scelta giusta. I pentastellati quindi pensano che le reazioni a caldo al messaggio di Di Maio di qualche giorno fa siano soltanto l’inizio di un dibattito in cui le voci a favore devono ancora farsi sentire.

m5s salvini 1

E mentre Il Giornale scrive che c’è un (improbabile) ordine di scuderia dei vertici per evitare le polemiche con il Partito Democratico e cancellare gli insulti degli ultimi tempi, i grillini cercano conferme che però tardano ad arrivare: anche sul post di Di Maio sul 25 aprile ieri è arrivato un nuovo diluvio di reazioni indignate: «No agli inciuci col Pd!», «Hai tradito 11 milioni di elettori», «Infame», «Mai con Renzi, meglio al voto».

Un’onda che ha sorpreso anche i più governisti fra i Cinquestelle. Da monitorare e sondare. Per poter mettere a punto le contromisure. Cominciando dalla più urgente: prendere tempo, che poi è la stessa necessità del potenziale alleato, per consentire alle rispettive famiglie di digerire un simile matrimonio. «L’odio che reciprocamente abbiamo alimentato in questi anni non lo risolvi in un attimo», spiega uno dei custodi dell’ortodossia dimaiana.

«Specie in alcune realtà, penso per esempio alla Campania dove abbiamo attaccato persino i sospiri del governatore De Luca, dobbiamo avere i margini per spiegare perché il contratto con il Pd è l’unica strada per dare un governo di cambiamento al Paese». È la sola cosa che preoccupa i davvero i vertici del Movimento.
Convinti invece che l’assemblea dei gruppi parlamentari convocata per il tardo pomeriggio di oggi a Montecitorio si risolverà in un passaggio poco più che formale.

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