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Sondaggi referendum riforme, il no in vantaggio

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Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera pubblica oggi i risultati di un sondaggio sul referendum sulle riforme costituzionali che dà il no in vantaggio di due punti percentuali in totale e di sei punti al sud. Rispetto al sondaggio di qualche mese fa aumentano solo di tre punti gli italiani che si dichiarano informati, mentre gli indecisi e gli astenuti sono in aumento. Il sì è distaccato soltanto di due punti dal no (23% a 25%) ma la distanza si mantene nell’ambito dell’errore statistico:

Escludendo dal computo indecisi e astensionisti, oggi il No si attesta al 52% e il Sì al 48%. È interessante osservare gli orientamenti nei differenti elettorati. Iniziamo dalla partecipazione alla consultazione: i più mobilitati appaiono gli elettori del Pd (tre su quattro dichiarano di volersi recare alle urne), mentre tra gli elettori di M5S, Lega, Forza Italia e i centristi circa due su tre intendono votare. Gli elettori del Pd, inoltre, si mostrano più coesi di quanto si potesse immaginare, tenuto conto del duro scontro tra maggioranza e minoranza del partito: il Sì prevale largamente (81% a 19%). Anche tra gli elettori centristi il Sì è in testa, ma in misura meno netta (59% a 41%).
Tra gli elettori dei partiti d’opposizione prevale il No ma è interessante osservare che circa uno su cinque tra i grillini (19%) e i leghisti (21%) e ben il 40% tra i sostenitori di Forza Italia voterebbe Sì. D’altronde, alcuni dei temi della riforma incontrano una sensibilità diffusa anche tra chi osteggia il governo. L’orientamento di voto appare molto diversificato nelle diverse aree geografiche del Paese: nelle regioni del Nord ovest e in quelle del Centro Nord prevale il Sì, nel Nordest prevale di poco il No mentre nelle regioni del Centro Sud e nelle Isole il No ha un vantaggio piuttosto ampio.

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Sondaggi referendum riforme costituzionali (Corriere della Sera, 3 ottobre 2016)

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