Politica

Sondaggi, M5S primo partito e PD in calo

Il sondaggio di Demos commentato oggi da Ilvo Diamanti su Repubblica disegna una situazione politica in cui il MoVimento 5 Stelle è il primo partito, in grande crescita sia rispetto alle Europee del 2014 sia rispetto all’ultima rilevazione di due mesi fa; il Partito Democratico invece cala ancora e perde voti sia rispetto ai grandi risultati di tre anni fa, sia rispetto all’anno scorso dove il calo è di 5 punti percentuali.

Il dato più basso da quando è stato conquistato — e rifondato — da Renzi. Il PdR: ha fallito la sua “missione”, di unire la Sinistra e il Centro. Sotto lo stesso tetto. Alla sua sinistra, in particolare, Liberi e Uguali, al debutto, raggiunge il 7,6%. Più della somma dei “soci fondatori”. Tuttavia, non si vedono federatori in grado di riunire il mondo inquieto e diviso del Centrosinistra. L’ultimo a provarci, Giuliano Pisapia, ha già rinunciato. D’altronde, il grado di fiducia nei suoi confronti appare limitato (24%). E in calo significativo negli ultimi mesi (5 punti).

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Sondaggi, M5S primo partito e PD in calo (La Repubblica, 9 dicembre 2017)

A destra, invece, FI cresce ancora (15,2%, oltre 2 punti più di un anno fa) e supera la Lega. Insieme ai Fratelli d’Italia raggiungono il 33%. Una base importante, in vista delle prossime elezioni. È, però, il M5S a mostrare l’incremento più rilevante. Oggi è vicino al 29%. Primo partito. Davanti a tutti. Un segnale rivelatore. Perché il principale incentivo elettorale del M5S è offerto dagli “altri”. Dai partiti di governo. Ma anche di opposizione. Il M5S: è una risposta all’insoddisfazione politica. Per citare Beppe Grillo: un argine al non-voto (e all’estremismo). Non peraltro si auto-definisce un non-partito.
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Il sondaggio IPSOS per il Corriere della Sera

Anche il sondaggio IPSOS per il Corriere della Sera disegna una tendenza di crescita per il M5S e di calo per il PD. Nella rilevazione dell’istituto di Pagnoncelli il Partito Democratico è ben sotto quota 25%, al 24,4%, mentre il MoVimento 5 Stelle arriva al 29,1% e guadagna quasi due punti rispetto alla rilevazione precedente. Liberi e Uguali, la formazione di Bersani, ondeggia nelle due rilevazioni tra il 6,6 e il 7,6%: una quota comunque molto lusinghiera anche se non basterà per essere l’ago della bilancia alle prossime elezioni.