Politica

Sondaggi, quanto vale la lista centrista

Al centro c’è un buco. Nando Pagnoncelli oggi presenta sul Corriere della Sera un sondaggio che valuta il peso potenziale di una lista unitaria di centro e gli orientamenti di voto nelle diverse ipotesi di alleanze. Il sondaggio testa 9 liste: Alternativa popolare, Centristi per l’Italia, Fare!, Scelta civica, Conservatori e Riformisti/Direzione Italia, Energie per l’Italia, Udc, Ala e Civici e innovatori. Con l’eccezione di Ap, al 3,5%, nessun altro partito testato a oggi raggiungerebbe lo 0,3% dei voti. L’ipotesi di una lista unitaria di centro che si presenti da sola incontrerebbe il favore del 3,2% degli elettori, corrispondente al 4,8% dei voti validi, tenuto conto di un livello di astensione e indecisione intorno al 32%. Ma la parte più interessante dei risultati del sondaggio sono le ipotesi di alleanza:

Il consenso aumenterebbe qualora la lista unitaria di centro intendesse allearsi al centrodestra raggiungendo il 3,9% degli elettori e il 5,9% dei voti validi. Le intenzioni di voto scenderebbero al 2,2% (3,5% dei voti validi) nell’ipotesi di un’alleanza con il Pd; risultato poco promettente, in linea con l’attuale peso elettorale di Ap. Il dato più rilevante è quello di una lista unica con Forza Italia.

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Sondaggi, la lista unica centrista (Corriere della Sera, 23 aprile 2017)

In questo caso il partito sarebbe accreditato del 10,5%, il 15,9% dei voti validi. Se invece la lista dei centristi con FI intendesse allearsi con il Pd, le intenzioni di voto scenderebbero al 6,7% (10,2% sui validi), meno dell’attuale orientamento di voto per la sola FI.

La lista unitaria di centro quindi ridurrebbe la dispersione del voto mentre la sua alleanza “naturale” è con il centrodestra. Anche perché c’è un atteggiamento fortemente critico degli elettori dei partiti nella maggioranza di governo nei confronti del Partito Democratico e di Renzi.