Politica

Sondaggi, il centrodestra è più forte

Il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle perdono voti, mentre Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia-AN ne guadagnano fino a superare, in un’eventuale coalizione, gli altri due contendenti (ma il sistema elettorale non prevede premi alla lista, per ora). Questi i risultati di un sondaggio Demos & PI su febbraio 2017 pubblicato oggi da Repubblica. Nel dettaglio il PD e il M5S sono ai loro minimi storici dal giugno 2015 (il M5S invece recupera punti rispetto alle elezioni europee del 2014) mentre a stupire è la performance di Forza Italia, che è ad un passo dalla Lega Nord e dalla leadership del centrodestra; d’altro canto mentre il Carroccio guadagna appena uno 0,2 rispetto al dicembre 2016, Berlusconi avanza di mezzo punto percentuale anche se è ancora lontano dai suoi massimi del giugno 2015, a loro volta più bassi del risultato ottenuto alle Europee. Insieme, i tre partiti più grandi del centrodestra arrivano al 32%, ovvero a una percentuale più alta del PD. Anche se un’intesa tra Salvini, Berlusconi e Meloni sembra ancora lontana da raggiungere soprattutto per quanto riguarda la leadership.

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I sondaggi di Ilvo Diamanti su Repubblica (4 febbraio 2017)

Ma c’è di più. Nando Pagnoncelli sul Corriere oggi misura l’interesse dell’elettore del Partito Democratico alle eventuali primarie per scegliere il segretario del partito e il candidato premier e qui si “scopre” (in realtà non c’erano molti dubbi) che la stragrande maggioranza degli interessari e degli elettori PD indica Renzi come scelta primaria per un eventuale voto. Insieme, gli altri tre che hanno ventilato un’ipotesi di candidatura (Michele Emiliano, Enrico Rossi, Roberto Speranza) arrivano al 23% del totale degli interessati e al 20% degli elettori PD, anche se raccolgono le preferenze del 60% degli elettori di sinistra.
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Il sondaggio di Pagnoncelli sul Corriere (4 febbraio 2017)

Numeri che fanno riflettere. Così come fanno riflettere quelli sulla potenzialità di una nuova forza di sinistra collegata a D’Alema, che raccoglie le preferenze del 5,6% del totale per quanto riguarda il bacino potenziale e l’8,4% di quelli di sinistra. Il PD è sempre più un partito di Renzi e sempre meno un partito di sinistra.