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Il Sinn Féin chiede di uscire dal Regno Unito

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Dopo la vittoria del Leave al referendum sulla Brexit cominciano a fioccare le conseguenze politiche. Una delle prime in Gran Bretagna è che il Sinn Fein chiede un referendum per l’Irlanda del Nord per decidere la riunione con l’Eire. Declan Kearney, membro dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord per lo Sinn Féin, ha affermato che il suo partito spingerà per un voto sulla questione se l’Irlanda del Nord dovrebbe rimanere nel Regno Unito o unirsi alla Repubblica d’Irlanda se i sostenitori della Brexit avranno la meglio al referendum di ieri nel Regno unito. “Lo Sinn Féin continuerà a premere … per un voto di frontiera”, ha spiegato, “perché questo (Referendum sull’Ue) mostrerà tangibilmente un drastico cambiamento nel panorama politico del Nord”.

Il Sinn Féin chiede di uscire dalla Gran Bretagna

Kearney, che è anche parlamentare nell’assemblea semi-autonoma di Belfast, ha poi aggiunto: “Il governo britannico ha perso ogni mandato per rappresentare gli interessi economici e politici della gente in Irlanda del Nord“. Secondo Kearney il Regno Unito non ha alcuni diritto di decidere del futuro economico dell’Irlanda e il Sinn Féin non è assolutamente disposto ad accettare che l’Isola venga trascinata nel vortice disastroso della Brexit. Anche il vicepremier dell’Irlanda del Nord Martin McGuinness ha chiesto la riunione con la Repubblica d’Irlanda: “Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, l’Irlanda dovrebbe andare al voto per la propria riunificazione“.


Non sono ovviamente della stessa opinione gli esponenti del Democratic Unionist Party (DUP) il più importante partito filo britannico dell’Irlanda del Nord che invece festeggiano la riuscita del referendum.
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Faraway, so close

Il tema dell’uscita dall’Unione è particolarmente sentito – e sofferto – in Irlanda del Nord poiché è l’unica regione del Regno Unito a confinare direttamente con un paese membro dell’Unione Europea. Il 30% delle esportazioni e il 25% delle importazioni dell’Irlanda del Nord ha come destinazione e provenienza la Repubblica d’Irlanda ed è evidente come l’imposizione di nuovi dazi doganali (in attesa del raggiungimento di un accordo economico con la UE che ora non sembra essere nella disponibilità immediata dei governanti britannici) potrebbe creare notevoli difficoltà all’economia della regione. Al di là dei costi economici dell’uscita dalla UE per le contee britanniche dell’Ulster c’è il rischio di un ritorno all’instabilità politica e sociale. Non dobbiamo dimenticare che l’Irlanda del Nord è uscita solo di recente da un conflitto sanguinoso fratricida e che il suo legame con il Regno Unito è appeso sostanzialmente all’Accordo del Venerdì Santo siglato nel 1998 (senza l’appoggio del DUP). Resta quindi da vedere se le nuove pulsioni per la riunificazione delle due regioni dell’Irlanda, in contrasto con quelle del DUP, produrranno un nuovo periodo di incertezza e contribuiranno a riaccendere vecchi rancori.