La macchina del funky

Silvia Virgulti e il MoVimento 5 Stelle

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Nella rubrica delle lettere del Corriere della Sera compare oggi una lettera di smentita a proposito di Silvia Virgulti, fidanzata di Luigi Di Maio e tra le responsabili del gruppo comunicazione del MoVimento 5 Stelle capeggiato da Ilaria Loquenzi. La smentita si riferisce a un articolo di Alessandro Trocino pubblicato qualche giorno fa sempre sul Corriere:

La dottoressa Silvia Virgulti non ha mai tenuto alcun corso di formazione a casa sua e con le persone indicate nell’articolo del Corriere del 4 febbraio. Inoltre, l’affermazione a proposito degli «ottimi rapporti» che intratterrebbe con «poteri forti» statunitensi, oltre a essere del tutto falsa, risulta pure allusiva nella misura in cui il giornalista non indica alcun riferimento, fonte o circostanza attraverso la quale sostenere la sua teoria. Così come non corrisponde alla verità dei fatti la circostanza secondo la quale la dottoressa Virgulti avrebbe esibito, come attribuito nell’articolo, una buona dose di cinismo, incitando a usare la paura e la rabbia che suscita l’immigrazione negli italiani. È falsa anche l’affermazione secondo la quale Luigi Di Maio avrebbe voluto la dott.ssa Virgulti a capo della comunicazione del M5S e di conseguenza è falso anche che Gianroberto Casaleggio abbia stoppato questo (inesistente) tentativo. Infine non corrisponde alla realtà dei fatti l’espressione, apparsa nell’articolo, che vedrebbe la dott.ssa Virgulti «teleguidare con l’auricolare» il vice presidente della Camera Luigi Di Maio; espressione che appare più tesa a delegittimare quest’ultimo

Trocino replica così sul quotidiano:

Nessuna delegittimazione della dottoressa Silvia Virgulti né, tanto meno, del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Quanto riportato è frutto di un’accurata ricostruzione di eventi, confermata da più fonti.

Cosa aveva scritto il giornalista? Nel lungo articolo dedicato alla Virgulti, definita come «coach tv» e suggeritrice di Di Maio, si raccontava del suo curriculum:

Arriva alla corte di Gianroberto Casaleggio, sponsorizzata dai fratelli Pittarello, con un curriculum e due documenti: una tesina sulla psicologia e un’analisi degli errori di postura in tv di alcuni parlamentari 5 Stelle. Casaleggio apprezza. Da allora la Virgulti diventa la «coach tv» di alcuni «prescelti», suscitando la rabbia degli esclusi.
Ma da dove arriva davvero la Virgulti? Sul suo conto, corrono leggende. Ma ci sono anche alcune certezze. È nata a Casalmaggiore (Cremona) 40 anni fa, è laureata in Glottologia all’istituto di Romanistica di Vienna. Dichiara di sapere otto lingue. Al corso di inglese, che tiene con la My Life, si presenta come «genio delle lingue». Eccola su Youtube: spigliata (ma non spacca il video), inglese perfetto, camicia limpida. Il suo metodo? «I post-it. Se devi ricordare la frase “I need to sleep over it”, “Ho bisogno di dormirci sopra”, basta appiccicarlo sul cuscino».
La Virgulti ha altri due «skills» importanti: una buona conoscenza della discussa Pnl (programmazione neurolinguistica) e ottimi rapporti con i «poteri forti» statunitensi. Ha collaborato con ambasciate Usa e canadesi. Grillo la chiamò per organizzare il suo spettacolo negli States. E il 4 luglio 2014 era in prima fila nel party a casa dell’ambasciatore Usa, a Villa Taverna.

E aveva anche raccontato una serie di episodi sul suo lavoro:

Dopo Milano, eccola a Roma. Qui i corsi non li tiene in Parlamento, ma a casa sua. Incontra Morra, Di Stefano, Toninelli, Di Battista e molti altri. Si fidanzerà con Luigi Di Maio affrancandosi dal fondatore. Nell’estate 2014, Di Maio è avvistato a Casalmaggiore, davanti a un piatto di bisglon, i tortelli di zucca con mostarda.
Ma la rivoluzione non è un piatto di tortelli. E cominciano le grane. Di Maio la vorrebbe a capo della Comunicazione, al posto di Ilaria Loquenzi. Roberto Casaleggio stoppa tutto. Dai social spariscono frasi inopportune e fioriscono baci e abbracci tra le due. Lei si sente sicura. Spiega a una platea attonita che le Europee sono state perse per colpa del «cappellino di Casaleggio». Lui incassa e tutti si chiedono: perché? Lei esibisce una buona dose di cinismo, incitando a «usare la paura e la rabbia che suscita l’immigrazione negli italiani». Nel frattempo, continua i provini. A Paola Taverna, poetessa sanguigna e parlamentare «del popolo», spiega: «Tu devi diventare la Meloni dei 5 Stelle».

Dello scontro con Ilaria Loquenzi avevamo raccontato qui: alla fine comunque la Loquenzi aveva conservato il suo ruolo come capo della comunicazione alla Camera. Più interessante invece la storia dei migranti citata da Trocino, che era stata prima raccontata da Jacopo Iacoboni sulla Stampa, che citava un documento interno dei 5 Stelle:

«L’argomento immigrazione suscita molte emozioni,tra cui in primis paura e rabbia. Per questo, in tv iniziare ad argomentare o spiegare trattati o proporre soluzioni più o meno realistiche è inutile, perché le persone sono in preda alle emozioni e sentono minacciate loro stessi e la loro famiglia; non si può pretendere che seguano un discorso puramente razionale». La conclusione è cinica, consiglia di puntare tutto sul «ricalco emotivo»: «Diamo sfogo a rabbia+paura». E ancora, parlando della tristissima vicenda dei migranti bloccati a Ventimiglia: «Questa storia di Ventimiglia può farci gioco per ritirare fuori il temano euro e no Europa dei burocrati. Gli italiani si sentono soli, la Francia ci sta schiacciando, è l’evidenza che l’Ue non ci dà alcun supporto, sia in ambito economico, sia in ambito sociale, possiamo legarci il nostro referendum!».

Non risulta che l’articolo della Stampa sia stato smentito dai grillini.

Leggi sull’argomento: Silvia Virgulti: la comunicatrice dei grillini spiega come usare i migranti