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Il servizio delle Iene sulle restituzioni false degli stipendi a 5 stelle

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Alla fine Le Iene pubblicano online il servizio sulle restituzioni false degli stipendi a 5 Stelle firmato da Filippo Roma. «Almeno una decina di parlamentari del Movimento Cinque Stelle non avrebbero restituito metà del loro stipendio versandolo al Fondo per il microcredito che finanzia la piccola e media impresa, come promesso agli elettori», si scrive nella presentazione sul sito delle Iene.

Il servizio delle Iene sulle restituzioni false degli stipendi a 5 stelle

Come succede spesso, anche qui dietro la notizia c’è l’ex del MoVimento 5 Stelle che si dice deluso e accusa i grillini di essere “comandati da una srl, la Casaleggio”. Anche lui, come tutti gli altri, se ne è evidentemente accorto soltanto con un piccolo ritardo, visto che la Casaleggio sta con Grillo da prima della nascita del M5S. «Molti parlamentari non fanno le restituzioni, i bonifici sono farlocchi o vengono annullati, non arriva nel fondo per il microcredito. Questi soldi finiscono nelle loro tasche», dice l’anonimo.

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L’anonimo che ha raccontato alle Iene delle restituzioni a 5 Stelle

La tecnica è quella di cui si è già parlato: eseguire un bonifico, caricare la foto sul sito e poi annullarlo. «Almeno dieci deputati e senatori fanno questo giochetto», dice la fonte anonima, «ed è strano che un MoVimento che si candida alla guida del paese non sia in grado nemmeno di controllare i suoi parlamentari. Il primo a essere chiamato in causa è l’ex capogruppo Andrea Cecconi: «Dichiara di aver fatto undici bonifici per più di 21mila euro, ma non c’èm traccia sul fondo del microcredito. E’ anche presidente del gruppo, è preso in considerazione dai vertici del M5S».

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I bonifici annullati

A questo punto vengono mostrati i bonifici per 21129 euro mai arrivati al ministero dell’Economia. Poi parla Cecconi: «Ho rinunciato a rimborsi per spese di viaggio e di telefono». Filippo Roma gli chiede se si è trattenuto i 21mila euro e gli mostra gli undici che non sono arrivati nel conto del microcredito. Lui dice che non c’è nulla di vero nella vicenda e si offre di mostrare i bonifici effettuati. A quel punto il deputato sparisce.

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L’intervista di Filippo Roma a Andrea Cecconi

La versione di Andrea Cecconi e Carlo Martelli

Poi tocca a Carlo Martelli, che ha mostrato 20 bonifici per 76mila euro che le Iene accusano di essere stati falsificati. Roma prima intervista Martelli facendogli domande generiche sull’importanza delle restituzioni e del microcredito e poi mostra i bonifici che sarebbero stati falsificati: 77mila euro dichiarati ma spariti. «Integralista nei principi del M5S, voleva cacciare tutti i dissidenti e diceva di guadagnare tremila euro al mese», racconta la fonte. Roma torna a intervistare Martelli e gli racconta dei bonifici non versati per 77mila euro. «Non lo so, a me questo non risulta», risponde Martelli. Poi si arrabbia: «Ci fermiamo immediatamente, per favore basta, ho sbagliato io a darle corda». Infine, il capolavoro: «Volete rispettare la mia privacy?». Poi arriva anche il parziale dietrofront: «Se fosse così, verserò quello che manca. Sarebbe una presa per il culo per il M5S? Sì».

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I bonifici mancanti di Carlo Martelli

La iena insegue Martelli per la via di casa provocandolo ma il senatore non si ferma più. Poi arriva il comunicato sul Blog delle Stelle e i due messaggi di Martelli e Cecconi che annunciano che rinunceranno alla candidatura. Arriva anche l’intervento di Luigi Di Maio che dice che chi fa queste cose deve andare fuori dal MoVimento e annuncia l’intervento dei probiviri, ricordando che i due hanno restituito quello che mancava nelle rendicontazioni. Si parla di 77mila e 21mila euro per i due parlamentari, che «hanno preso per il culo gli elettori del M5S», come spiega Roma a Di Maio.

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La fuga di Carlo Martelli

Il servizio si chiude con l’intervista a Di Maio, durante la quale Filippo Roma gli chiede ripetutamente se i senatori che lo accompagnano, Maurizio Buccarella e Barbara Lezzi, sono in regola con le restituzioni. Poi lo chiede anche ai due senatori durante un evento mentre il pubblico rumoreggia. Il servizio si conclude con un to be continued che suona molto minaccioso.

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