Politica

Quando il senatore di FdI Luca De Carlo evocava il gerarca nazista Joseph Goebbels su Facebook

Asia Buconi|

luca de carlo

Arrivano uno dopo l’altro i grattacapi per Giorgia Meloni e tutti hanno lo sgradevole retrogusto di richiami al nazi-fascismo. L’ultimo episodio ha coinvolto il senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, sindaco di Calalzo di Cadore, piccolo comune in provincia di Belluno, e possibile ministro del prossimo Governo. “Io ministro? – ha detto De Carlo – Non credo succederà, comunque se mi dovessero chiamare sono pronto”. Ma l’eventualità (già remota) di un posto nella futura formazione di Governo sembra essere sfumata per De Carlo dopo la diffusione di alcune frasi piuttosto ambigue scritte dal meloniano nel 2014 sul suo profilo Facebook.

Il senatore di FdI Luca De Carlo su Facebook: “Propaganda come Goebbels”

Il 28 gennaio 2014, il senatore di FdI Luca De Carlo aveva condiviso sulla propria pagina Facebook una foto realizzata dai neofascisti di Casapound, in cui si sottolineava la necessità di impedire a coloro che delocalizzano di vendere i propri prodotti in Italia. Fin qui, nulla di troppo strano. A far discutere, infatti, sono stati soprattutto i commenti al post, ovvero uno scambio di battute tra De Carlo e un altro utente. Nello specifico, il meloniano commentava: “Ministro della Propaganda di Governo De Carlo” e l’altro utente ironicamente “propaganda Fidei, tipo”. E qui la discussa replica di De Carlo: “Propaganda come Goebbels”.

Agli attenti utenti di Twitter non è sfuggito il richiamo del senatore di FdI a Joseph Goebbels, uno dei più importanti gerarchi nazisti, nonché ministro della Propaganda del Terzo Reich dal 1933 al 1945 e, dopo il suicidio di Hitler, cancelliere del Reich per quasi due giorni. Goebbels è noto ai più soprattutto per le efficaci e innovative tecniche di propaganda che aveva messo a punto e che contribuirono in maniera decisiva all’ascesa del partito nazionalsocialista di Hitler in Germania. Insomma: quella di De Carlo è stata senza dubbio un’uscita poco onorevole, di certo non degna di un futuro ministro di Governo. O almeno si spera.