Politica

Al Senato la maggioranza di Renzi scricchiola

Al Senato la maggioranza di Renzi scricchiola più di quanto scricchiolasse il Patto del Nazareno fino a qualche giorno fa. Con l’abbandono di tre senatori dei Popolari per l’Italia ((Mario
Mauro, Tito Di Maggio e la sottosegretaria Angela D’Onghia, di cui si attendono le dimissioni) che migrano verso GAL il Senato si conferma un campo sempre molto insidioso perché la maggioranza che sostiene Matteo Renzi lì conta su un vantaggio molto risicato. Basta analizzareil «borsino» dei voti di fiducia:il 20 ottobre (Jobs act) i sì al governo erano 165 ma sedici giorni dopo (il 6 novembre con lo Sblocca Italia) i voti favorevoli per l’esecutivo sono scesi a quota 157: sotto il livello di guardia (maggioranza assoluta) fissato a 161 voti. Sulla carta, i voti sicuri per il governo ora sarebbero 166 o 167 (se si conta l’ex M5S Orellana):tre in meno rispetto al 20 ottobre scorso quando la fiducia (165 sì, al netto degli assenti)contava su virtuali 170 voti.

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L’infografica del Corriere della Sera sulla maggioranza di Renzi al Senato (Corriere della Sera, 14 novembre 2014)