Cultura e scienze

Le regole per la riapertura della scuola a settembre

Ore da 40 minuti e classi dimezzate. Lezioni all’aperto, lavori di gruppo, ingressi scaglionati solo alle superiori

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Repubblica illustra oggi in un articolo a firma di Corrado Zunino le nuove regole per la riapertura della scuola a settembre. Una di queste è la riduzione dell’orario della singola lezione «fino a 40 minuti». Serve un decreto. L’altra è la depenalizzazione del reato di infortunio sul lavoro in un istituto scolastico: sotto questa casistica rientra il contagio da Covid.

Al primo positivo in classe o nei corridoi, oggi, scatterebbe d’ufficio l’avviso di garanzia per il dirigente. I presidi non intendono riaprire con questa minaccia. Dopo 35 giorni, e non poche anticipazioni, i 18 esperti guidati dall’ex rettore di Ferrara — di cui 9 di estrazione universitaria, 6 tra docenti, presidi e dirigenti della scuola — hanno prodotto questo primo testo, che sarà velocemente integrato con il file ufficiale del Comitato tecnico scientifico, già rivelato da Repubblica e consegnato ieri alla task force. Il Piano per settembre dovrà guidare le scelte di una ministra in ritardo anche sulla ripartenza.

Il professor Bianchi e i diciassette della Fase 2 non dicono più quanto spendere, ma spiegano che nuove risorse sono necessarie per far ripartire e «cambiare la scuola». Indicano pure dove i soldi si dovranno mettere. Innanzitutto, serve assumere «personale docente». I 32 mila precari stabilizzati con il concorso straordinario e il rischio di una crisi di governo non saranno teste e didattica in più: saranno supplenti trasformati (tra un anno) in docenti di ruolo. Sempre gli stessi. E gli altri 48 mila dei prossimi concorsi arriveranno a settembre 2021. In questa stagione di distanziamento, per restituire ai nostri studenti il livello di insegnamento che conoscevano, visto che 26 mila maestri e prof andranno in pensione, servirebbe il 10-15%di insegnanti in più, «tra 80 e 120 mila».

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Le regole per la riapertura della scuola a settembre (La Repubblica, 29 maggio 2020)

Non si parla di turni, nel lavoro della commissione, ma di flessibilità. Gli studenti delle superiori, oltre ad avere la possibilità di continuare una parte del percorso con lezioni da remoto (a settembre parte la cablatura delle prime tremila scuole), conosceranno l’ingresso scaglionato: dalle 8 alle 10,15 con entrate ogni tre quarti d’ora. Per elementari e medie, tenendo conto dei genitori da liberare per il lavoro, si immagina un ingresso allo stesso orario (le 8), ma, se possibile, in luoghi diversi. A questo proposito il comitato lancia un censimento di tutte le aree pubbliche e private (oratori, per esempio) disponibili a offrire spazio alle scuole e chiede la firma di un patto scuola-studente-famiglia che, con l’ingresso obbligatorio dell’Educazione civica nel 2020-2021, responsabilizzi «tutta la comunità». Se necessario, si potrà usare il sabato.

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