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Sampdoria, tra domanda e offerta 50 milioni di differenza

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Tra domanda e offerta “ballano” addirittura cinquanta milioni: per questo Calcioinvest si è ritirata dalla trattativa con Massimo Ferrero per l’acquisto della Sampdoria. Il Sole 24 Ore rivela oggi che il venditore puntava a spuntare un prezzo tra i 135 e i 140 milioni di euro, mentre Vialli, Knaster e Dinan ne hanno offerti 80. Ferrero contava nel computo anche 30-35 milioni di euro di debiti che il compratore si sarebbe accollato per chiudere l’affare, ma alla fine Calcioinvest ha preferito mollare la presa e lasciare l’attuale proprietario con il cerino acceso in mano mentre due ex presidenti del calibro di Mantovani e Garrone si sono schierati con Vialli & Co. e la tifoseria ribolle. Spiega il quotidiano:

Ma quanto vale la Samp? La valutazione di Ferrero, sembra davvero elevata se si tengono in considerazione altri aspetti: in primo luogo, il nuovo acquirente dovrà iniettare nuove risorse in aumento di capitale per rafforzare una rosa che al momento appare indebolita. Ma anche dal punto di vista dei multipli, la valutazione di Ferrero è eccessiva. I club di calcio, tranne che non siano brand iconici e globali, si possono valutare infatti in due modi: come multipli sul margine operativo lordo (in genere circa 8-9 volte), parametro che tuttavia è influenzato dalle entrate non ricorrenti, cioè dalle plusvalenze. È allora migliore una valutazione di una squadra in base a multipli sul fatturato: in genere circa 1,4 volte il giro d’affari caratteristico.

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Ora il club blucerchiato (se si includono i soli ricavi da diritti tv, commerciali e da stadio e con esclusione delle plusvalenze) ha un fatturato di una sessantina di milioni. Nel 2017 era di 60,8 milioni. Con un multiplo di 1,4 volte sul fatturato si arriva a un valore d’impresa attorno agli 85 milioni (compresi i debiti): quindi proprio la valutazione data da Calciolnvest. Intanto, ieri è arrivato il rammarico della San Quirico (famiglia Garrone): «Abbiamo cercato di facilitare la trattativa e per questa ragione San Quirico, da tempo, si era detta disponibile ad anticipare i bonus previsti al verificarsi di determinati obiettivi. Purtroppo le parti non sono riuscite a trovare un accordo soddisfacente», si legge in una nota.

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