Politica

Salvini pronto ad obbedire all’Europa?

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Matteo Salvini è pronto ad obbedire all’Europa rivedendo i conti della Manovra del Popolo per ammorbidire l’impatto di reddito di cittadinanza e pensioni? Ilario Lombardo in un retroscena sulla Stampa racconta che il Nemico Giurato Numero Uno dell’establishment di Bruxelles ha capito che il suo Nord è in preda al panico, gli imprenditori, piccoli e grandi, le banche, il tessuto produttivo che sogna le infrastrutture e vive di credito e stabilità, gli aveva solo chiesto di abbassare le tasse non di scatenare una tempesta sui mercati e il rischio collasso del sistema creditizio. E ora deve correre ai ripari:

E così, Matteo Salvini lo ha fatto. Ha dato la sua disponibilità ad «abbassare l’esposizione del debito». Il che vuol dire solo una cosa: diminuire i miliardi destinati al reddito di cittadinanza e alla controriforma del le pensioni. Di fatto: restringere la platea dei beneficiari.

Una concessione che è arrivata durante un vertice di Palazzo Chigi e che è stata riproposta nelle ultime turbolente ore di spread oltre i 330 punti. Salvini, a sorpresa, fa un grosso passo verso quella parte del governo disposta a trattare, lasciando da solo Luigi Di Maio nell’opposizione a oltranza a Bruxelles. Resta dov’era, il vicepremier grillino, piantato sulla granitica pretesa di ottenere il reddito di cittadinanza così come promesso sul balcone di Chigi, la notte in cui ha annunciato di aver abolito la povertà. «Per me non esiste» è stata la risposta al collega.

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Gli ultimi BtP Italia (Il Sole 24 Ore, 20 novembre 2018)

Insomma, il flop dell’asta dei BtP Italia ha movimentato la vita del leader leghista e l’ha già messo spalle al muro rispetto al progetto politico che ha raccontato nelle piazze. E così il povero Giovanni Tria si è trovato al fianco un alleato inaspettato:

Alla vigilia della definitiva bocciatura della manovra da parte dell’Ue, il primo assaggio di choc dei mercati che si è palesato di fronte al governo ha messo il ministro dell’Economia in una posizione schizofrenica. Sa che il tempo è ormai scaduto e che non ha più armi in mano per persuadere i leader a cedere, ma spera che da qui a fine dicembre l’Europa si convinca ad ammorbidire il pugno duro.

Per questo, lo stupore di Tria davanti alle inattese aperture di Salvini si accompagna a un sospiro di sollievo vista la disponibilità del leghista a moderare l’esposizione debitoria. Perché è sul debito che la commissione Ue firmerà la sentenza di condanna dell’Italia.

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