Economia

BTP Italia, il flop anticipa il terrore

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Il primo Btp Italia emesso sotto l’attuale governo, un titolo di Stato quadriennale con rendimento agganciato all’inflazione e la garanzia di un tasso minimo dell’1,45%, è stato snobbato proprio dalle famiglie, per le quali era stato espressamente pensato. I numeri sono impietosi: nella prima giornata dell’asta, riservata proprio al pubblico “retail”, sono stati aggiudicati 481,3 milioni di euro, per 16.066 contratti. Il precedente Btp Italia, emesso a maggio, quando era ancora in carica il governo Gentiloni, aveva visto solo nel primo giorno il collocamento di 2,3 miliardi di euro per 33.238 contratti. Ma allora lo spread era poco sopra i 150 punti base, mentre ieri ha chiuso a 321 punti base, in crescita di 9 punti rispetto alla vigilia. Repubblica ricorda oggi che solo una volta era andata peggio di ieri: nel giugno del 2012, quando nel primo giorno di sottoscrizioni la raccolta si fermò a quota 218 milioni. Alla fine si arrivò a 1,7 miliardi. Stavolta ci si potrebbe fermare anche prima. Basti pensare che l’ultimo giorno dell’emissione, quello dedicato ai soli investitori istituzionali, è il 22 novembre.

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Gli ultimi BtP Italia (Il Sole 24 Ore, 20 novembre 2018)

Mentre il governo pensa a un piano per far investire in infrastrutture le famiglie italiane attraverso i CIR, insomma, la risposta del mercato sembra inequivocabilmente chiara. E anticipa in qualche modo il terrore che si dipanerà sui mercati quando lo scontro con l’Unione Europea si farà sempre più aspro. La ripresa della corsa dello spread dopo le dichiarazioni di Tria ieri. Già ultimamente il ministro si era lasciato andare ad alcune espressioni sopra le righe, come quando aveva derubricato a «défaillance tecnica» le previsioni economiche della Commissione. Oppure quando aveva parlato di «manovra suicida» per rientrare nelle regole. Ieri la serie è continuata: ha ribadito che «la manovra non cambia» perché «è la risposta nazionale ai problemi che non sono stati risolti a livello europeo». A margine dell’Eurogruppo lo ha ripetuto anche in un faccia a faccia a con Pierre Moscovici. Che però va avanti: domani la Commissione annuncerà la bocciatura della Finanziaria e sancirà la violazione della regola del debito con il rapporto 126.3. Un passaggio propedeutico all’apertura della procedura.

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