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La sceneggiata di Salvini e Meloni per il voto sul MES

“Conte nega al Parlamento di esprimersi sul Mes. Preferisce lavorare col favore delle tenebre?”. “Negare il diritto di voto del Parlamento è una lesione della democrazia”: il dinamico duo dimentica una cosa molto semplice. Anzi, due

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“Conte nega al Parlamento di esprimersi sul Mes. Preferisce lavorare col favore delle tenebre?”. “Negare il diritto di voto del Parlamento è una lesione della democrazia”. Matteo Salvini e Giorgia Meloni si gettano all’unisono sull’ennesimo vulnus alla democrazia italiana: il 21 Giuseppe Conte riferirà in Parlamento in vista del consiglio dei capi di Stato e di governo fissato per il 23, ma non si voterà al termine dell’intervento del presidente del Consiglio.

La sceneggiata di Salvini e Meloni per il voto sul MES

Conte terrà la sua informativa sia in vista del Consiglio europeo in videoconferenza, che è in agenda per il prossimo 23 aprile, sia sulla situazione interna e alla fase 2 relativa al coronavirus. Francesco Lolloborigida di Fratelli d’Italia ed il capogruppo della Lega Riccardo Molinari avevano chiesto che Conte tenesse comunicazioni (al termine delle quali si votano risoluzioni in Assemblea) e non una informativa, che non richiede che ci sia un voto. Questo sarebbe il vulnus della democrazia secondo Salvini e Meloni.

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Ma c’è qualcosa che non torna. In primo luogo perché non è previsto che il Parlamento voti sul deliberato di una riunione informale. Un’informativa non è una comunicazione. In secondo luogo perché nonostante qualcuno che non conosce le regole abbia affermato il contrario, alla riunione dell’eurogruppo della scorsa settimana non si è deciso nulla: come è abitudine in questi casi la riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze ha fatto delle proposte (come quella del MES “senza condizionalità” – si fa per dire – per le spese mediche) che dovranno essere esplicitate e formalizzate dai capi di Stato e di governo.

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In secondo luogo, e più importante, prima di votare sul MES bisognerebbe che qualcuno ci spiegasse in che modo il MES possa (e non debba) essere utilizzato all’interno dell’emergenza Coronavirus. Dire semplicemente “spese mediche senza condizionalità” è troppo poco, sia perché questo è (per ora) contrario al regolamento del MES, sia perché la questione delle spese mediche è di troppo ampia definizione. Finché non saranno riuniti i capi di stato e di governo non sapremo nulla né di MES né di Eurobond. E quindi non abbiamo gli strumenti per comprendere nulla di quello che farà (o non farà l’Europa). Si diceva che bisogna conoscere per deliberare. Se prima non conosciamo, che cavolo votiamo?

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