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La direttiva di Salvini su sindaci e prefetti contro Virginia Raggi

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La direttiva del ministro dell’Interno Matteo Salvini conferisce ai prefetti una serie di poteri che scavalcano quelli dei sindaci. Nel documento  il ministro dell’Interno punta dritto contro i primi cittadini «distratti», colpevoli di non essere capaci di sfruttare i nuovi strumenti (come il Daspo urbano) messi loro a disposizione dal decreto sicurezza per garantire l’ordine e il decoro nelle città. D’ora in poi ci penseranno i prefetti che, sostituendosi ai primi cittadini tutte le volte che ne ravviseranno l’opportunità, potranno firmare ordinanze antidegrado per tenere lontani spacciatori, ladri, scippatori, abusivi (e basta solo una denuncia) dalle cosiddette zone rosse, i centri storici, le piazze più frequentate, i luoghi turistici e le aree vicine a scuole e università. E, spiega oggi il Messaggero, la direttiva è indirizzata soprattutto a Virginia Raggi:

«Diciamo che sarà uno stimolo per tutti i sindaci, soprattutto per Raggi», dice, facendosi sfuggire un sottile sorriso bonario, Stefano Candiani,sottosegretario all’Interno. «Roma, d’altronde, ha bisogno di cure particolari e se non ci pensa lei, ci penseremo noi. In tutti i modi», aggiunge Barbara Saltamartini, deputata e salviniana della primissima ora, una figurina spesso inserita nell’album del toto-sindaco.

Uno stimolo o l’ennesima tappa della Marcia su Roma di Salvini?

Il mese prossimo il ministro dell’Interno proporrà al governo il nome del nuovo prefetto. La maggiore indiziata per prendere il posto di Paola Basilone è Gerarda Pantalone, responsabile del Dipartimento Immigrazione del Viminale. Raccontano nei corridoi del ministero che fu anticamente sede del governo: «La nuova prefetta è in grande sintonia con Matteo». I due, d’altronde, negli ultimi dieci mesi hanno lavorato gomito a gomito. «Gerarda è un caterpiller», registrano gli uomini di Salvini in chiave anti-Virginia.

Gli stessi che sorridono quando si fa “uno più uno”. Ovvero: un nuovo prefetto e con maggiori poteri sarà un commissariamento per Raggi? Difficile trovare chi dica di no. Si smentisce, sorridendo,al massimo. Su questo punto fa fede la linea del leader: «La Capitale deve essere amata e io farò del mio meglio per dare una mano». In Campidoglio sanno che un rappresentante del governo rigido e pro-Matteo sulla gestione dei migranti, dei campi rom e degli sgomberi potrebbe mandare in tilt il sistema pentastellato, incentrato sulla terza via.

Intanto Virginia Raggi spiega cosa pensa della direttiva Zone Rosse di Salvini in un’intervista sul Fatto Quotidiano:

Però proprio Salvini ha appena diffuso una circolare in base a cui i prefetti potranno di fatto sostituire i sindaci, emanando ordinanze anti-degrado. Non teme di venire commissariata?

Io il Daspo urbano l’ho già inserito nel nuovo regolamento di Polizia di Roma Capitale, che era fermo al 1946. Non vorrei che si riveli l’ennesima trovata elettorale. In base alla legge, i prefetti potrebbero già intervenire. La vera soluzione sarebbe aumentare i finanziamenti per la sicurezza delle periferie e il numero di poliziotti. Sto mettendo strutture a disposizione gratuitamente per aprire nuovi commissariati in città: credo che i cittadini preferiscano un poliziotto in più a un foglio di carta.

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