Politica

La settimana nera di Salvini, in calo nei sondaggi e positivo al Covid: rischia la quarantena dalla politica

Il leader della Lega Matteo Salvini è dato in calo nei sondaggi, e la quarantena che sta osservando da positivo nella sua casa di Roma non lo aiuta. Un tempismo beffardo ora che c’è da discutere della federazione con Forza Italia, mentre Meloni rischia di portargli via sempre più consensi

Salvini

Positivo al Covid, con i sondaggi in picchiata, rimesso al suo posto da Draghi per la questione “rimpasto” e sempre più lontano dagli alleati di Fratelli d’Italia: la settimana post-quirinalizia di Salvini è ancora peggio di quella che lo ha visto (non) protagonista della ri-elezione di Mattarella come Presidente della Repubblica. E oltre agli scricchiolii esterni al partito, ora potrebbero aprirsi nuovi scenari interni a Via Bellerio. Lapidaria in questo senso l’analisi del sociologo e sondaggista Renato Mannheimer: “Non è riuscito nel suo tentativo di kingmaker e ha perso in popolarità, molto. Sicuramente questo si ripercuoterà all’interno della Lega. Non dico che la sua leadership è in discussione perché come dicono i leghisti è lui che porta voti, ma sicuramente lo scontro tra Salvini e la Lega del Nord, Giorgetti e Zaia, si fa più forte”.

La settimana nera di Salvini e gli scossoni nel centrodestra

Il rischio è che lo scettro di leader del centrodestra passi a Giorgia Meloni, uscita fedele alle sue idee dall’ultima tornata e spesso in questi giorni critica con quello che definisce “ex alleato”. Anche per questo motivo si è lanciato nuovamente nel progetto “federativo” con Forza Italia, nella speranza di riscrivere – da protagonista – gli schemi del centrodestra. Per Euromedia Research di Alessandra Ghisleri, però, il segretario del Carroccio ha perso 5,3 punti nella classifica della fiducia. E farà anche fatica a recuperarli, visto che la quarantena che lo tiene bloccato dentro casa a Roma gli impedirà di partecipare a quei punti stampa quotidiani dai quali è solito lanciare i suoi slogan di governo e – sempre più spesso negli ultimi tempi – di lotta. Come sancito nel consiglio federale di martedì scorso, quando i big del partito hanno fatto notare come l’appiattimento sulla maggioranza stia drenando il bacino elettorale. “È necessario che la Lega sia maggiormente ascoltata – sostiene il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari – perché diversamente non ha senso stare dentro l’esecutivo. Dobbiamo incidere. Non è possibile ad esempio che le posizioni di Leu pesino più di quelle della Lega”.