La macchina del funky

E Salvini cambia idea un’altra volta sul lockdown (dalla mattina alla sera)

“Parlano di un nuovo lockdown, io farò di tutto per questo non ci sia, perché non avvenga”. Così Matteo Salvini parlava ieri nel corso di una diretta Facebook. In parlamento ieri ha detto che non c’è bisogno di un nuovo lockdown, mentre in mattinata aveva spiegato che se è necessario bisogna farlo

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“Parlano di un nuovo lockdown, io farò di tutto per questo non ci sia, perché non avvenga”. Così Matteo Salvini parlava ieri nel corso di una diretta Facebook. In parlamento ieri ha detto che non c’è bisogno di un nuovo lockdown, mentre in mattinata aveva spiegato che se è necessario bisogna farlo. Il Fatto riassume tutte le giravolte di Salvini in un solo giorno:

Matteo Salvini e i suoi ieri hanno cambiato faccia un’altra volta. L’ex ministro pretende le scuse del governo: “Non abbiamo mai sentito una parola magica, non abbiamo sentito nessuno chiedere ‘sc usa’. Cosa avete fatto per sei mesi?”. Domanda legittima. E Salvini invece cosa ha fatto? Ha detto a giorni alterni “aprire, aprire, aprire” e “chiudere, chiudere, chiudere”. Ha promosso assembramenti pubblici sotto forma di manifestazioni politiche. Ha rifiutato di indossare la mascherina a un convegno di negazionisti. Ha dichiarato spavaldo: “Ma perché dovrebbe esserci una seconda ondata? ”. Ha cavalcato spudoratamente l’insofferenza degli italiani nei confronti di qualsiasi misura di cautela sanitaria e le proteste di chi gestiva attività produttive chiuse dal governo. Insomma: ha giocato (a perdere) con il Covid sin dall’inizio della pandemia. Il nuovo, ennesimo Salvini ora promette di collaborare (“ma non chiediamo mezza poltrona”) e apre persino alla possibilità di un nuovo lockdown: “Se ci sono le necessità di farlo è giusto farlo. Mi auguro che non ci sia questo bisogno ma se serve si fa”, ha detto in u n’intervista radiofonica di prima mattina. Certo – ha aggiunto poi in aula, contraddicendosi – “non serve un altro lockdown, sarebbe la sconfitta di Conte e soprattutto dell ’economia italiana”.