Politica

Sabrina Alfonsi (PD) spiega al PD perché aiutare le bancarelle non è bello per Roma

Sabrina Alfonsi è la minisindaca del I Municipio a Roma e anche una dei pochissimi che nel Partito Democratico può permettersi di dire di aver vinto le elezioni a Roma dal giorno in cui un dinamico duo dal talento politico cristallino, come ha dimostrato la Storia, ha deciso che i consiglieri romani avrebbero dovuto dimettersi dal notaio per far cadere il sindaco poi assolto nel processo, consentendo così la vittoria alle elezioni di Virginia Raggi e il successivo bis a Ostia. Oggi la Alfonsi rilascia un’intervista a Repubblica Roma in cui fa notare che il blitz notturno del suo partito in Commissione Bilancio della Camera, che a cavallo tra martedì e mercoledì ha approvato un emendamento alla Finanziaria per rinviare al 2020 l’attuazione della Bolkestein (la direttiva europea che impone di mettere a gara le concessioni pubbliche entro il 2018), è totalmente incoerente con le battaglie portate avanti dal PD Roma sul territorio e le critiche ai grillini per la festa della Befana a Piazza Navona. La Alfonsi parla mentre in silenzio rimane Andrea Casu, neosegretario del PD Roma eletto con l’appoggio del dinamico duo di cui sopra.

Perché è così arrabbiata presidente?
«Non sono arrabbiata solo io, nel I municipio tutto il Pd è sulle barricate. Questo è un atto di guerra contro il centro storico di Roma, contro il decoro e persino contro il buon senso. Che manda all’aria tre anni di lavoro, portato avanti con immensa fatica, per arrivare a dimezzare gli ambulanti».
Ma scusi, è solo un rinvio, quel che avete fatto ve lo ritroverete, non andrà perduto, no?
«Non è così. Anche perché questa norma sciagurata assegna un punteggio aggiuntivo alle bancarelle che nei due anni precedenti all’entrata in vigore della direttiva risultano attività prevalente o unico reddito familiare per i titolari della concessione. Scommettiamo che nel 2020 ogni ambulante di Roma non avrà un’altra attività oppure sarà l’unica fonte di reddito?».

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I numeri dei camion bar a Roma (Il Messaggero, 24 ottobre 2016)

La Alfonsi spiega con lucidità il danno che il Partito Democratico ha fatto alla città: «Può darsi che a livello nazionale fosse utile, ma per Roma, per il suo centro storico o, se vogliamo restringere ancora il campo, per l’area tutelata dall’Unesco, è un danno enorme. Non facciamo altro che denunciare il degrado, e poi però finiamo per favorirlo: il nostro territorio è saturo, per liberarlo avevamo fatto un piano del decoro — è tre anni che ci lavoro — per andare a bando nel primo trimestre 2018 così da ridurre le concessioni a non più di 600». Ma a livello nazionale non verrà ascoltata, perché lei – come Zingaretti – è chiaramente fuori linea rispetto al resto del partito: si è azzardata a vincere le elezioni.

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