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La Russia ha provato ad avvelenare i delegati ucraini durante gli incontri per i negoziati?

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L’oligarca russo Roman Abramovich e i delegati negoziatori ucraini hanno ”manifestato sintomi di sospetto avvelenamento” dopo un incontro a Kyiv nelle settimane scorse. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti ben informate, secondo le quali l’ex patron del Chelsea avrebbe manifestato sintomi quali occhi rossi, lacrimazione dolorosa e desquamazione della pelle delle mani e del volto dopo l’incontro nella capitale ucraina. Una versione dei fatti confermata dal team investigativo con sede in Olanda Bellingcat, che ha detto di poter confermare che “tre membri della delegazione che si sono recati alle negoziazioni nella notte tra il 3 e il 4 marzo hanno avuto sintomi compatibili con l’avvelenamento con armi chimiche”. Il tweet di Bellingcat è stato rilanciato anche dallo staff di Alexei Navalny.

La Russia ha provato ad avvelenare i delegati ucraini durante gli incontri per i negoziati?

I sintomi sarebbero durati per tutta la notte e fino al mattino successivo, quando la delegazione è volata a Leopoli e poi verso la Polonia e la Turchia per portare avanti i negoziati. Le fonti citate dal Wall Street Journal hanno attribuito il presunto attacco a “estremisti russi che vogliono sabotare i colloqui fino alla fine della guerra”. Gli esperti che hanno esaminato l’incidente hanno fatto notare la difficoltà nel determinare se i sintomi fossero causati da un agente chimico o biologico o da una sorta di attacco di radiazioni elettromagnetiche. Tutti i soggetti coinvolti non sarebbero in pericolo di vita. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha incontrato di persona Abramovich, non è stato colpito. Il magnate, uomo fidato di Vladimir Putin, sarebbe stato incaricato di consegnare al presidente russo una lettera scritta a mano da Zelensky con le condizioni di pace poste dall’Ucraina, una lista mai presa seriamente in considerazione dal Cremlino che infatti continua a bombardare senza sosta obiettivi militari e civili.