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Chi ha parlato delle polizze di Romeo a giudici e giornali?

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Roberta Lombardi torna nel mirino di Grillo e Casaleggio. È stata infatti la deputata pentastellata ex componente del direttorio romano e prima voce critica nei confronti di Virginia Raggi a raccontare prima ai magistrati e poi ai giornali la storia delle polizze vita che tanto spazio ha avuto sui giornali nei giorni scorsi. Lo ha fatto in occasione del suo colloquio con i magistrati di sabato scorso, quando era andata a parlare dei dossier contro Marcello De Vito. Ma c’è di più: la Lombardi avrebbe anche passato la notizia ai giornali e in quest’ottica appare peculiare che la deputata fosse tra i più critici nei confronti di Virginia nelle chat dei parlamentari appena diffusa la notizia.

Chi ha parlato delle polizze di Romeo a giudici e giornali?

Torniamo a giovedì scorso. A diffondere la notizia delle polizze vita di Salvatore Romeo sono Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Valeria Pacelli e Marco Lillo e l’Espresso in un articolo a firma di Emiliano Fittipaldi. Quest’ultimo segnala un elemento in più: oltre le polizze con beneficiaria Virginia Raggi ci sono quelle intestate a un attivista M5S (che dichiarerà di non saperne nulla e di non conoscere Romeo) e all’ex compagna di Romeo, Alessandra Bonaccorsi. Il mistero si infittisce perché nessuno dei due articoli precisa quello che si verrà a sapere soltanto il giorno dopo, ovvero che il beneficiario (Raggi) può essere anche all’oscuro di essere stato indicato come tale dal contraente (Romeo). Intanto la Raggi è a colloquio con i magistrati da circa quattro ore (ne uscirà dopo otto) e i giudici le chiedono conto sia della polizza sia della causale indicata da Romeo nei suoi confronti, ovvero quella della relazione privata tra i due: la sindaca scoppia a ridere, i magistrati intanto fanno le loro verifiche e dicono che nella storia è tutto in regola.
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I magistrati stessi però non sapevano nulla della questione delle polizze. A informarli per la prima volta è stata Roberta Lombardi, come scrive oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: «Resta da capire l’obiettivo di questa continua apertura di pratiche e cambio di beneficiari. Una modalità che per gli analisti finanziari potrebbe celare la messa a disposizione di denaro evitando la tassazione e la tracciabilità. Anche tenendo conto che l’incasso del premio, con il via libera dell’intestatario, può avvenire in qualsiasi momento e non esclusivamente dopo la sua morte, come qualcuno ha cercato di far credere. Quelle polizze — ben sette negli ultimi tre anni con «causali fantasiose» come quella per l’ex fidanzata definita «mia figlia» — potrebbero dunque rappresentare una sorta di fondo concesso in garanzia a chi poi poteva concedergli favori, come appunto è accaduto con Raggi che, appena eletta in Campidoglio, lo ha nominato capo della segreteria. Oppure voti per assicurare l’appoggio al Movimento 5 Stelle alle Comunali di Roma. Su questo i magistrati, dopo aver ascoltato Lombardi, De Vito e il consigliere regionale Alessandro Canali potrebbero convocare altri esponenti del Movimento». Ma lei su Facebook alle 13,15 pubblica un post in cui smentisce tutto:
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Non c’è limite alle bufale che ci rifila un certo tipo di stampa. Smentisco pubblicamente e categoricamente quanto riportato oggi in alcune fantasiose ricostruzioni giornalistiche secondo cui sarei stata io “a parlare per prima dell’esistenza delle polizze” fatte da Salvatore Romeo, di cui una indicava come beneficiaria la sindaca di Roma Raggi; è stato anche riportato che le stesse polizze sarebbero state oggetto del mio interrogatorio e ci sarebbe stata una fantomatica telefonata in cui Beppe Grillo mi accusa di aver fatto arrivare la vicenda ai giornali. Tutto falso. Una nuova fake news. Ho già dato mandato al mio avvocato, Ervin Rupnik, per querelare gli autori di queste falsità che infangano il mio nome e il mio operato a servizio del M5S. Il resto sarà la magistratura a chiarirlo.

Una curiosità: Rupnik è l’avvocato che ha difeso la Raggi nella citazione al tribunale civile sull’ineleggibilità intentata da Venerando Monello.

Il ritorno di un grande classico: l’ira di Grillo

Ma c’è di più. Perché Stefania Piras sul Messaggero dice anche che non solo dietro l’apertura dell’indagine sulla vicenda, ma anche dietro la notizia arrivata al Fatto e l’Espresso ci sarebbe la Lombardi, che avrebbe informato i due giornali dell’affaire polizze vita. D’altro canto, come ripete spesso Marco Travaglio, è stato proprio Marco Lillo a parlare per primo dei dossier contro De Vito, indicando come fonte non meglio precisati “amici di De Vito”. Non solo. Sul Fatto ieri erano presenti le chat dei parlamentari che commentavano la storia delle polizze, in un articolo firmato da Luca De Carolis che descrivevano la Lombardi come molto attiva sulla questione:

La notizia della polizza vita di Salvatore Romeo a favore della sindaca piomba su un M5S già in ansia per l’interrogatorio della Raggi. E provoca subito un diluvio sulle chat interne, mentre i capi rimangono increduli. Si aggrappano ai telefoni, per chiedere ad avvocati ed esperti di polizze: “Cosa può significare questa storia? ”. Nel frattempo gli ortodossi di peso inondano di messaggi Beppe Grillo, qualcuno prova a chiamarlo. Ma il capo non risponde. Lui e Davide Casaleggio entrano in costante collegamento con la comunicazione e alcuni parlamentari, una sorta di gabinetto di crisi.
Intanto sulle chat irrompe la deputata Roberta Lombardi, la prima avversaria della Raggi. Posta i pezzi del Fatto e de L’Espresso,e a chi prova una battuta replica: ““Beati voi che scherzate”. Ma sono pochi, quelli che hanno voglia di sorridere. “Sono basito”,“Non ci posso credere” scrivono in parecchi. “Di solito le polizze si stipulano per familiari o compagne”, riassume un deputato milanese. E un ex capogruppo ironizza: “Domani ci diranno che è andata bene perché non ci è scappato il mor to”. Ironia nei confronti dei capi.

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Lo status di Salvatore Romeo su Facebook

E i “capi”? Sono nervosetti, racconta oggi Ilario Lombardo su La Stampa: «Ma Grillo è furioso con gli ortodossi e soprattutto con Roberta Lombardi, che sarà presto convocata a rapporto. Il motivo? «Se è vero che è stata lei a tirar fuori la storia delle polizze, ha chiuso. Basta, non se ne può più», si sfoga il capo». E gli altri?

 Alessandro Di Battista ha fatto sapere di essere stufo dello spettacolo romano ma ieri si è limitato a rilanciare l’intervista tv di Raggi. Luigi Di Maio tace, perché vuole evitare qualsiasi implicazione. L’arcinemica Roberta Lombardi, sempre che Grillo glielo consenta, dovrebbe partecipare all’assemblea del meet-up romano che domani potrebbe trasformarsi in un processo alla sindaca. La fronda più dura aspetta l’epilogo giudiziario di Raggi, convinta che le sorprese non siano finite qui. Molti di loro hanno letto con attenzione il post di Vittorio Bertola, fondatore del meet-up di Torino, grillino eretico a un passo dall’espulsione, che ha paragonato il «giochino delle polizze» a un possibile giro di «mazzette» e di «ricatti».

In ultimo c’è da segnalare che la Lombardi andò dai magistrati proprio mentre diventavano pubbliche le chat della Raggi in cui la sindaca sfotteva la deputata sulla storia della baby sitter. “Un amore così grandeeee!“, cantava Grillo dal palco di Palermo.