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La lettera di Roberta Lombardi al Fatto per la giornata dell’alleanza PD-M5S in Emilia

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Roberta Lombardi scrive oggi una lettera al Fatto Quotidiano in cui propone un evento tra Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle in Emilia Romagna per decidere le alleanze. La capogruppo in Regione Lazio la prende alla lontana:

Caro direttore, in questi giorni la rassegna stampa mi fa pensare alla fiaba della Bella addormentata nel bosco. C’è un castello (il palazzo) addormentato in una magia, mentre il resto del paese intorno vive e si muove. E nella sospensione dalla realtà in cui vive il castello, i suoi protagonisti, mostrando grande noncuranza, combattono il loro personale risiko di palazzo e perdono di vista il quadro generale, in cui il grande nemico che avanza non si chiama Salvini, ma astensione e rassegnazione.

Poi la Faraona spiega che oggi il PD torna a sinistra dopo la sbandata renziana e il M5S ha un’identità smarrita mentre il dibattito pubblico si occupa di plastic tax:

Giochiamoci il tutto per tutto oggi, che c’è questa congiunzione astrale irripetibile. Nessuno tocchi la plastic tax, difendiamola e miglioriamola. Insieme a una tassa che orienti il Paese verso la sostenibilità ambientale, diamo un’oppor tunità a una filiera produttiva con incentivi mirati alla riconversione ecologica del loro business per chi produce ancora con le plastiche tradizionali di derivazione fossile.

E sosteniamo e miglioriamo ricerca e sviluppo delle imprese che lavorano nel settore delle bioplastiche. Ma non torniamo indietro. Non facciamo giravolte in nome di dubbie convenienze elettorali. La storia di questi ultimi due anni dimostra che quando si è pensato con schemi mentali prudenti e di convenienza, in un cerchiobottismo infinito e nauseante, gli elettori ti puniscono: non si fidano più di te, perché non ti riconoscono più come un innovatore con le idee chiare.

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Infine, arriva la grande proposta sull’Emilia:

E allora, l’idea semplice: affittiamo un palazzetto dello sport da qualche parte in Emilia Romagna. Una giornata aperta a tutti: M5S, forze civiche, Pd, associazioni, comitati, movimenti. Pochi ma precisi tavoli di lavoro: acqua pubblica, politiche della casa, economia circolare, sostenibilità ambientale, sanità pubblica, infrastrutture a salvaguardia del territorio…E vediamo chi viene. La risposta per poter fare un percorso insieme alle elezioni nascerà naturale da chi ci sarà e se ci sarà.

Persone che si incontrano per condividere idee e speranze e che decidono in prima persona se questo matrimonio in Emilia Romagna s’ha da fare o no. Rovesciamo la piramide. Basta alchimie di palazzo compulsando i sondaggi. Basta con i pochi che decidono per molti. Ma che siano le persone che vivono il territorio a decidere quali idee voler realizzare e chi volere accanto a sé. E se quella giornata andrà deserta o peggio ancora non produrrà uno straccio di idea condivisa, Di Maio e Zingaretti avranno già la risposta che cercavano sull’Emilia Romagna, con buona pace di Bonaccini, gli esperimenti, la plastica e il Paese.

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