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Renzi e l’amicizia con il principe Bin Salman: “Lo dite voi che ha ucciso Khashoggi”. Ma lo dice la Cia

“Mohammad Bin Salman? È un mio amico e che sia il mandante dell’omicidio Kashoggi lo dite voi. L’amministrazione Biden non ha sanzionato Bin Salman”. Ma Biden ha reso pubblica la relazione secretata da Trump della Cia.

Renzi Bin Salman

Matteo Renzi, il senatore leader di Italia Viva, lo ha detto tra un sorrisino e un altro ai cronisti: cravatta rossa, sole in fronte e borsetta in mano. Usciva dal Senato. Uno dei giornalisti presenti glielo ha di nuovo chiesto (e menomale!). Gli ha chiesto conto di quegli 80mila euro che riceve dal fondo saudita FII Institute, della possibilità di dimettersi da parlamentare e poi – ultimo ma solo in ordine cronologico – del rapporto con l'”amico” Bin Salman. Che, per ricordarlo, è l’erede al trono del re Saudita, il dittatore che comanda in Arabia Saudita. Quello che avrebbe dato il via libera per l’omicidio del giornalista statunitense Jamal Khashoggi. Il condizionale è d’obbligo, anche se tutto porterebbe a scrivere questa notizia con il presente. Perché a dirlo è un rapporto della Cia, che il presidente Trump aveva desecretato, e che il neo numero uno della Casa Bianca ha deciso di render pubblico solo qualche settimana fa. Eppure Renzi non ci crede, e dice: “Mohammad Bin Salman? È un mio amico e che sia il mandante dell’omicidio Khashoggi lo dite voi. L’amministrazione Biden non ha sanzionato Bin Salman”. Non lo ha sanzionato (per ora), ma ha reso pubblico quel rapporto. Che invece parla chiaro: è stato proprio il principe Bin Salman a far uccidere e far far a pezzi il giornalista del Washington Post.

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Renzi e l’amico Bin Salman

Aveva destato parecchio scalpore la notizia dei viaggi in Arabia Saudita dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi. Erano i giorni in cui lui stesso aveva fatto lo sgambetto al governo Conte Bis, ritirando i propri ministri e annunciando di non votare più la fiducia a quell’esecutivo. Aveva innescato la crisi e poi preso un aereo, destinazione Riad. Poi era stato pubblicato il video della sua intervista con il tiranno, in cui lui stesso diceva di immaginare l’Arabia come il palcoscenico di un nuovo Rinascimento: “La ridirei. Sono molto convinto che la questione sul nuovo rinascimento arabo sia un tema molto interessante. E poi: non ho preso 80mila euro per quell’intervista”, ha dichiarato oggi. E ci mancherebbe, infatti quello è l’importo che percepisce in un intero anno. Ma poi il tema era ed è un altro (oltre all’eventuale conflitto di interessi che lui nega): può un senatore della Repubblica italiana mostrare amicizia e sostegno al figlio dell’erede al trono arabo? La sua risposta: “È un amico”. E poi: Non c’è alcun conflitto d’interesse. L’unico interesse in conflitto di qualcuno che vorrebbe io smettessi di parlare dell’Italia… L’attività parlamentare è compatibile con quella di uno che va a fare iniziative all’estero, su questi temi è tutto perfettamente in regola e legittimo”.