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Renzi e il patto con PD e M5S per governare fino al 2023

«Sì, deve essere il nostro traguardo di legislatura. Dobbiamo evitare che il Quirinale sia la gara di ritorno di chi ha perso al Papeete».

renzi di maio

In un’intervista rilasciata a Concetto Vecchio su Repubblica Matteo Renzi annuncia un patto con il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle per governare fino al 2023, eleggendo quindi anche il presidente della Repubblica ed “evitare un Orbàn al Colle”:

Ma lei cosa vuole fare da grande? Ha fatto nascere questo governo e poi ha dato l’impressione di metterlo sotto tutela.
«Sono un uomo fortunato. Ho già fatto tutto, in politica. Posso permettermi il lusso della libertà e di dire ciò che serve al Paese, non ciò che serve a me. Questo governo è nato per rispondere alla follia dei pieni poteri di Salvini. Rivendico quella mossa del cavallo: ho perso punti nei sondaggi ma credo di aver fatto bene all’Italia. Quanto a noi: Italia viva è come una start up che macina idee. Mi sembra che Conte l’abbia capito. Nelle ultime settimane, grazie al lavoro dei nostri parlamentari, ci sono stati molti incontri e si è aperta una fase nuova. Ora bisogna fare un doppio salto ulteriore».

A cosa pensa?
«Da un lato concretizzare la massa di risorse annunciata nelle dirette Facebook ma non arrivate ai cittadini. Dall’altro sostenere la maggioranza per arrivare al 2023, eleggendo il Presidente della Repubblica europeista e filo atlantico».

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Un patto di maggioranza?
«Sì, deve essere il nostro traguardo di legislatura. Dobbiamo evitare che il Quirinale sia la gara di ritorno di chi ha perso al Papeete».

Salvini ha detto che vuole eleggerlo coni Cinquestelle.
«Se Salvini e Meloni votano un Presidente europeista e filo atlantico, bene. Va invece scongiurato il rischio di ritrovarci con un Capo dello Stato tipo Orbán. Abbiamo mandato a casa Salvini per evitare che l’Italia diventi sovranista e anti Bruxelles come l’Ungheria».

Ha già un identikit?
«È prematuro parlare di donne o uomini. E sarebbe irrispettoso verso l’attuale Presidente, che svolge il suo servizio con onore. Prima di arrivare agli identikit bisogna ragionare del progetto politico».

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