Politica

Regionali, dove sono finiti i voti a destra e a sinistra

Il Corriere della Sera pubblica oggi un’analisi del voto alle elezioni regionali a firma di Nando Pagnoncelli ed Ipsos, che in parte va ad integrare e correggere le interpretazioni dell’Istituto Cattaneo conteggiando anche i voti alle liste. Il ritratto che ne viene fuori, spiega Pagnoncelli, è quello di due coalizioni equilibrate in cui il centrodestra prevale di pochissimo sul centrosinistra nelle regioni che sono andate alle urne.

regionali dove sono finiti i voti
L’analisi sui flussi di voti pubblicata sul Corriere della Sera (4 giugno 2015)

Spiega Luca Comodo di Ipsos:

Alle elezioni europee, abbiamo già avuto occasione di dirlo, il successo riscosso dal Pd è molto correlato alla scarsa affluenza. L’astensione ha colpito maggiormente il centrodestra. E a proposito di affluenze va ribadito che alle elezioni regionali molti elettori hanno espresso il proprio voto solo per i candidati, senza esprimersi sui partiti. Sul totale dei voti validi espressi il 9% degli elettori ha votato solo per il candidato, esattamente come è successo nel 2010. Se consideriamo questo dato otteniamo che complessivamente stiamo facendo analisi su circa il 45% degli aventi diritto. E addirittura in Liguria, siamo al di sotto del 40%. Diventa davvero difficile dire chi vince e chi perde in un quadro di questo genere. Lo stesso vale, a nostro parere, per l’enfasi posta sul tripolarismo a partire dal voto alla lista del Movimento 5 Stelle. Vero, questa formazione si colloca al secondo posto. Ma se guardiamo al voto per i candidati le cosecambiano.
Se sommassimo al centrodestra i voti di area (Schittulli e Tosi, Lega e FdI) e altrettanto facessimo per il centrosinistra, sommando i voti delle liste di sinistra, avremmo due schieramenti assolutamente prevalenti ed equilibrati: il centrodestra al 41% e il centrosinistra al 40,4%. Tutto starà nell’offerta delle prossime elezioni politiche. Se si formeranno partiti coalizionali il panorama cambierà profondamente. Che ci sia stata una difficoltà del PD è fuori dubbio. Innanzitutto si è però trattato di un problema nel rapporto con il territorio: le due candidate di Veneto e Liguria ne hanno pagato le conseguenze. Che la Lega abbia ottenuto ottimi successi è altrettanto fuori dubbio. Ma, per stare al Veneto, è davvero difficile attribuire alla Lega,come alcuni hanno fatto, i voti della lista Zaia. Allo stesso modo risulta arbitrario attribuire al principale partito i voti di liste civiche collegate al candidato. Insomma, occhio ai numeri e ai contesti. Il rischio è di trarre lezioni sbagliate.

Le elezioni regionali nell’analisi dell’Istituto Cattaneo