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Referendum sui voucher e come evitarli

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Ieri il governo ha fissato al 28 maggio la data del referendum sui voucher e sugli appalti promosso dalla CGIL. Ma l’intenzione dell’esecutivo è varare già venerdì un decreto che renda inutile la consultazione. Anche la Camera è al lavoro su un disegno di legge che restringe il campo di applicazione dei buoni per pagare i lavoratori a ore e appena avviato l’esame di un altro testo che interviene sugli appalti.

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I lavoratori pagati con i voucher e la loro età media (La Repubblica, 15 marzo 2017)

Referendum sui voucher e come evitarli

Sempre in quel periodo, tra il 15 aprile e il 15 giugno, si terranno le elezioni amministrative e saranno chiamati al voto i cittadini di piu’ di mille Comuni italiani. Per questa ragione in molti, fra cui la stessa Susanna Camusso, hanno rinnovato la richiesta di indire un election day per far coincidere i voti ed evitare lo spreco di risorse. “Ora avanti con la campagna elettorale – ha commentato a caldo Camusso – ci prepariamo a questa sfida. Abbiamo davanti un periodo impegnativo e lo utilizzeremo in tutti i modi”. La prima occasione, ha sottolineato, sara’ l’8 aprile con la manifestazione a Roma “per rilanciare i temi referendari”. L’accordo raggiunto finora in Parlamento limiterebbe l’uso dei voucher solo a famiglie, imprese senza dipendenti e studi professionali, con un tetto massimo annuale. In pratica, introdurrebbe il divieto all’uso dei buoni per le grandi aziende.

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Voucher, cosa cambia (La Repubblica 27 dicembre 2016)

Le imprese con zero dipendenti però pagheranno i voucher 15 euro invece che 10 e potranno utilizzarli solo per pagare studenti, pensionati, disabili e persone con disagio sociale, extracomunitari con permesso di soggiorno e disoccupati da oltre 6 mesi. Lo stesso varrà per chi ha uno studio professionale. Anche nel caso del lavoro agricolo stagionale i lavoratori potranno essere esclusivamente pensionati o studenti universitari con meno di 25 anni. Sul lavoro agricolo, però, la relatrice ha già annunciato modifiche in arrivo, e anche sul tema dei disabili. Il referendum propone, invece, di cancellare del tutto i buoni lavoro istituiti con la legge Biagi nel 2003. I voucher erano nati come modalità di retribuzione dei lavoretti occasionali (come le pulizie di casa, le ripetizioni scolastiche, e cosi’ via) svolti da casalinghe, studenti e pensionati fino a un massimo di 5mila euro l’anno, ma sono stati usati per pagare qualsiasi attività entro il limite di 7mila euro coinvolgendo sempre piu’ lavoratori (da poche migliaia di persone nel 2006 si e’ passati a quasi 1,4 milioni di lavoratori coinvolti).