La macchina del funky

Referendum costituzionale il 4 dicembre?

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Il governo dovrebbe indicare il 4 dicembre come data per il referendum costituzionale. Lo scrive oggi Il Messaggero che parla di un orientamento prevalente ai vertici del governo per l’ultima domenica utile consentita dalla legge allo scopo di aumentare il più possibile il tempo della campagna elettorale. Evidentemente per riuscire a convincere gli indecisi e portare a casa un risultato che, se fosse negativo, provocherebbe la caduta dell’esecutivo e la nascita di un governo di scopo per andare il più in fretta possibile alle urne. La consultazione si deve tenere in una domenica tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno dopo la decisione del Consiglio dei ministri:

«Io sono per scegliere una data che crei il minor numero di polemiche», aveva spiegato più volte il premier a chi gli chiedeva lumi, ma senza farci troppo affidamento,visto che di polemiche strane, inverosimili e surreali è lastricato il percorso in vista della scadenza delle urne, non ultima questa sul quesito della scheda elettorale. La data del 4 dicembre è apparsa la più idonea per arrivare alle urne nel modo migliore ai fini anche istituzionali. Ci sarà il maggior tempo possibile per la campagna elettorale, per potere quindi spiegare le motivazioni in lungo e in largosu una materia che generalmente non appassiona l’elettorato (34 per cento nel 2001 e 52,5 per cento nel 2006, l’affluenza alle urne).
Per quella data la legge di stabilità dovrebbe essere stata approvata almeno in una delle due Camere, e quindi già in grado di poter essere giudicata e valutata nei suoi effetti. «Tanto avranno comunque da ridire», ha messo le mani avanti Renzi quando gli è toccato affrontare l’argomento. Se polemiche devono comunque essere, si scelga allora la data che meglio si addice a una consultazione come questa, la più importante degli ultimi 70 anni riguardante nientemeno che la Costituzione con decine di articoli da cambiare, il ragionamento che si è fatto strada ultimamente ai piani alti di palazzo Chigi, dove ancora l’altro giorno la data più probabile veniva data il 27novembre.

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Referendum, il sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera 23 settembre 2016

Le polemiche, in questa vigilia che sempre più si va arroventando, non erano del resto mancate. Uno dei principali oppositori della riforma, Massimo D’Alema, aveva parlato di un governo che «fa il furbo» non fissando la data; altri erano addirittura arrivati a dire e scrivere che i lgoverno voleva rinviare il referendum sine die, come se fosse in suo potere farlo, e questo quando ancora si parlava del «referendum di ottobre», la data che a lungo ha dominato la scena. Ma per svolgere la consultazione ai primi dell’autunno, il governo avrebbe dovuto fissare la data prima delle vacanze estive, cosa che non è avvenuta, stando sempre nei limiti della legge e delle procedure.