Economia

Come funziona il reddito di inserimento (REI)

Per il reddito di inserimento (REI) il governo stanzierà 1,6 miliardi di euro, complessivamente 2 miliardi grazie ai fondi europei, per 400 mila nuclei familiari con minori a carico, pari a un milione e 770 mila individui. Come anticipato nei giorni scorsi, per andare a toccare tutti gli individui sotto la soglia della povertà sarebbe stato necessario stanziare 7 miliardi di euro ma il ministro Giuliano Poletti, in un’intervista rilasciata oggi a Repubblica, ricorda che «ci sono misure assistenziali che si sovrappongono. Penso ad esempio all’assegno sociale che già oggi è uno strumento di sostegno al reddito e che dunque già interviene a favore di una parte della platea potenziale di poveri». Il reddito di inserimento riguarderà gli italiani e gli stranieri cosiddetti “lungo soggiornanti”, cioè coloro che stanno regolarmente nel nostro territorio da almeno cinque anni.

reddito di inserimento rei
Reddito di inserimento (REI): la povertà in Italia (La Repubblica, 8 marzo 2017)

«Si tratta di un progetto per includere le persone non di assistenza passiva. La persona dovrà sottoscrivere un patto con la comunità locale di riferimento. Un progetto condiviso per offrire a chi è in difficoltà un’opportunità di miglioramento. Per esempio, la persona dovrà impegnarsi a garantire un comportamento responsabile, ad accompagnare i figli a scuola, a sottoporli alle vaccinazioni, a seguire corsi di formazione e ad accettare eventuali proposte di lavoro», precisa in ogni caso Poletti. Il problema di fondo già sottolineato in altre occasioni però rimane: lo stanziamento del governo va a toccare soltanto una piccola parte di chi ne avrebbe la necessità. Secondo le stime (ottimistiche) del governo il Reddito di inserimento spetterà a due milioni di italiani, ma a vivere sotto la soglia di povertà attualmente sono 4 milioni e 598mila cittadini, il 7,6% della popolazione, pari a 1,8 milioni di famiglie Prima, la povertà toccava solo alcune parti della nostra società, ora le raggiunge tutte. Ha risparmiato solo i più anziani, i nuclei con capofamiglia sopra i 65 anni. Ma ha travolto le nuove generazioni: lì dove il capofamiglia ha meno di 44 anni è salita in otto anni dal 3,2 all’8,1%; dove ha meno di 34 anni si è impennata dall’1,9 al 10,2%. In quelle case vivono oltre un milione di minorenni per cui ogni mese è a rischio l’accesso ai beni di prima necessità.

Leggi sull’argomento: Il REI nel piano contro la povertà