Economia

La Carta REI per il reddito d'inclusione

Il Reddito di inclusione (Rei) sarà erogato attraverso una Carta di pagamento elettronica (Carta Rei), simile a una prepagata, e l’iter tra la richiesta e l’approvazione non dovrebbe durare più di 20 giorni. Il decreto approvato venerdì in Consiglio dei ministri, che introduce la misura per lottare contro la povertà, disegna una road map con scadenze precise per rendere facile e veloce l’accesso al contributo. Ci saranno sportelli dedicati per presentare i documenti. Il provvedimento scandisce il percorso per fare la domanda di sussidio (fino a 485 euro mensili) e ricevere la risposta. La richiesta va presentata a un desk ad hoc, «punti per l’accesso al Rei», da identificare sul territorio. È quindi il Comune che raccoglie la domanda verifica i requisiti di cittadinanza e residenza e la invia all’Inps entro 10 giorni lavorativi. L’istituto di previdenza, entro i successivi 5 giorni, fatti i controlli, riconosce il beneficio.

reddito di inclusione
Il reddito di inclusione e l’assegno da 485 euro al mese (Il Messaggero, 15 aprile 2017)

Con la messa a regime, scatteranno fissate deadline anche per la sottoscrizione del progetto personalizzato, la parte attiva, a cui l’aiuto è condizionato. Il decreto stabilisce che tutta la procedura dovrà essere completata in 50 giorni. Il Comune, il servizio di assistenza sociale, avrà infatti un mese di tempo per valutare la situazione e indicare la via d’uscita, con progetti semplici, ovvero mirati a recuperare problemi specifici, o complessi, con vere e proprie equipe di sostegno. La prima fase partirà nel 2018, o meglio le domande potranno essere fatte a partire da dicembre 2017, questa almeno è l’intenzione. Nel frattempo c’è il Sia, il Sostegno all’inclusione, una misura ponte, di accompagnamento al Rei. Per ora il nuovo strumento sarà finanziato con 2 miliardi di euro annui, diretto potenzialmente a 500 mila famiglie per un aiuto massimo di 485 euro mensili. Ma lo stesso decreto suggerisce la strada per incrementare risorse e beneficiari, potendo allargare i requisiti senza passare per una legge ma direttamente con un decreto della presidenza del consiglio (dpcm). Una strada più veloce che, se ci sono i fondi, porterebbe verso Piani povertà sempre più inclusivi.

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