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Perché non ci sono i tempi per il reddito di cittadinanza

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Alberto Orioli sul Sole 24 Ore di oggi evidenzia cinque punti “da chiarire” sul reddito di cittadinanza. Ne evidenziamo un paio: la prima è la soglia di 780 euro, che rischia di spiazzare il mercato delle retribuzioni contrattuali:

L’aver scelto la soglia di 780 euro aumentabili, a seconda del carico familiare, (può arrivare anche a oltre 1.300 euro) rischia di spiazzare il mercato delle retribuzioni contrattuali. In genere infatti l’ammontare del contributo anti-povertà è della metà del valore dei minimi contrattuali (in Germania è di poco più di 400 euro, in Grecia, altro Paese con questo tipo di ammortizzatore, è di base 100 euro per famiglia). In Italia la soglia di povertà assoluta per un single è a 817,56 euro mensili in una grande città del Nord e 733,09 se in un piccolo comune.

L’eventuale assegno di assistenza sociale deve anche tenere conto che, ad esempio, un primo livello del commercio guadagna 1.283 euro mensili lorde e un primo livello nel settore metalmeccanico 1.310. L’Alleanza contro la povertà, l’organizzazione che più di tutte si è battuta per il welfare di assistenza, più volte ha segnalato la necessità di portare l’attuale assegno del Rei da 206 a 396 euro mensili: la scelta del governo gialloverde va ben oltre ogni più rosea aspettativa anche dei “lobbisti degli ultimi”. Del resto può contare anche su uno stanziamento già previsto in bilancio dal precedente Esecutivo di oltre due miliardi per quest’anno e di 2,5 per il prossimo (diventano 2,7 dal 2020).

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I beneficiari dei sussidi Hartz IV (Il Sole 24 Ore, 9 ottobre 2018)

La seconda invece è la questione dei tempi e dei controlli:

Sulla smart card immaginata dal Governo quindi dovrebbero interagire l’Inps, i Centri per l’impiego, il sistema bancario coinvolto in convenzione, l’Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza per i controlli finali. Non è chiaro che fine faranno i servizi sociali dei Comuni finora unico vero baluardo anti povertà sul territorio. Senza contare l’Autorità per la privacy che vigila quando si rendano tracciabili i consumi e lo stile di vita dei cittadini, come sembra voglia fare l’Esecutivo.

Una babele digitale per ora difficile da sciogliere in tempi rapidi. Già, i tempi. Sono decisivi per il Governo perché il reddito di cittadinanza è una delle più formidabili armi da usare nella campagna elettorale per le prossime europee. Ma il rischio è che per la primavera del prossimo anno la sperimentazione non possa ancora essere avviata data l’eccessiva complessità del processo immaginato. Per questo il cantiere del reddito di cittadinanza è tutt’altro che chiuso.

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