Opinioni

La realtà pennivendola e puttana

Oramai non ci sono più dubbi: l’Italia è vittima di un complotto globale. Se vale la regola di Agatha Christie secondo cui “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi sono una prova”, allora la valanga di prove che hanno colpito l’economia del Belpaese non lasciano adito a dubbi.

Da quando si è insediata al governo la compagine gialloverde sono precipitati tutti gli indici macroeconomici lasciando presagire un futuro periglioso per i coraggiosi abitanti della penisola. I nostri audaci eroi devono combattere strenuamente contro le forze del male coalizzate contro il Paese più bello del mondo e contro la dieta mediterranea e domani risponderanno picche al perfido Juncker e al maligno Moscovici che pretendono la riscrittura della legge di bilancio entro il 13 novembre. Tzè.

L’ardimentoso popolo italiano va avanti felice, incurante di questi soloni che vogliono metterlo in guardia dal muro contro cui sta andando a sbattere. L’impavido Tria non può piegarsi alla sciocca e bieca matematica dei numeri. Se la realtà è contro di noi, peggio per lei. In pochi mesi il complotto si è manifestato attraverso:
a) Crescita della disoccupazione
b) Diminuzione dei consumi
c) Caduta dell’indice PMI
d) Rallentamento della produzione industriale
e) La fine del QE
f) Il downgrade delle agenzie di rating
g) La stagnazione della crescita nel terzo trimestre
h) L’aumento del deficit
i) L’aumento dei licenziamenti
j) La diminuzione dei contratti di somministrazione (di cui Giggino si vanta)
k) Le stime al ribasso del Fondo Monetario internazionale
l) Lo spread aumentato di circa 150 punti base
m) Le previsioni della Commissione Europea
n) L’angolo giro che insiste a voler essere di 360°

Sulle previsioni della Commissione aggiungiamo un paio di parole. Le previsioni, si sa, non vengono mai rispettate; a maggior ragione quando sono fatte col chiaro intento truffaldino di privare un popolo del suo sacrosanto diritto alla felicità. Negli ultimi anni quelle della commissione hanno centrato la crescita del PIL solo nel 2015 (0,8%), cannando dello 0,2% quelle 2016 e 2017 (1.1% contro 0.9% nel primo caso, e 1.3% contro 1.5% nel secondo). Come ci si può fidare di un istituto che centra le previsioni con un’approssimazione del 28%, quando il nostro governo le centra con approssimazione del 50%? L’Italia l’anno prossimo crescerà dell’1,6%. La realtà pennivendola e puttana se ne faccia una ragione.

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Costantino De Blasi

Costantino De Blasi è puglio-campano di origine trapiantato a Milano, dove si occupadi risk management imprese e financial advisoring, con focus sulla gestione e allocazione di strumenti di investimento innovativi. E' stato componente della Direzione Nazionale di Fare per Fermare il Declino.