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No, la “quarta ondata” non significa che i vaccini non funzionano (come sostengono i no vax)

Mentre Ema e Oms parlano di contagi in risalita in Europa e di “quarta ondata”, i no vax esultano credendo che i dati confermino le loro teorie. Ma i numeri dicono tutt’altro

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L’espressione fa paura a molti e rievoca spettri di un passato che seppur recente speravamo di esserci lasciato alle spalle. L’agenzia europea del farmaco (Ema) ha definito la risalita dei contagi in Europa “Quarta ondata”, mentre l’allarme dell’Oms è che il Vecchio Continente “rischia altri 500mila morti entro febbraio”, perché viene considerato ormai “epicentro” della pandemia.

L’importanza dei vaccini nella “quarta ondata”

Di fronte a questo stato dell’arte si aprono due strade: una è quella indicata in conferenza stampa da Marco Cavaleri, responsabile vaccini dell’Agenzia europea del farmaco. “Siamo già nella quarta ondata della pandemia – ha detto – e da qui la necessità che tutti facciano il vaccino anti Covid, perché nessuno è protetto fino a quando tutti saranno protetti”. L’altra è quella dei no vax, che ancora una volta, come avvenuto per il caso Pfizergate di ieri, “esultano” ritenendo l’aumento dei contagi una vittoria delle proprie teorie sull’inutilità dell’immunizzazione di massa. Una lettura accurata dei dati, però, rivela l’esatto contrario. Come fatto notare ad esempio da Matteo Villa, ricercatore dell’Istituto per gli studi di Politica internazionale (Ispi), i dati sulla Grecia – il paese che sta registrando il maggior numero di contagi tra quelli con con la maggior parte della popolazione vaccinata – non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli di Romania e Bulgaria, dove la campagna di immunizzazione è in fase arretrata. Da un articolo pubblicato sul sito dell’Ispi, si evince chiaramente come maggiore sia la possibilità per il virus di “circolare” tra non vaccinati, maggiore è il numero di decessi, nonostante l’efficacia dei vaccini.


Se è vero quindi quello che specifica il direttore per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Hans Kluge, quando parla di “attuale ritmo dei contagi nei 53 paesi della regione europea” che “suscita forte preoccupazione”, il dato non va inteso in senso assoluto, ma sempre rapportato alla percentuale di vaccinati. In Bulgaria, infatti, soltanto il 20% dei 9 milioni di abitanti si è immunizzato, e non è un caso che abbia il più alto numero di decessi pro capite del mondo.

La “quarta ondata” di Covid in Italia

L’Italia, anche grazie al suo 86,4% della popolazione over 12 anni vaccinata almeno con una dose, risulta uno dei Paesi in cui la pandemia è tenuta maggiormente sotto controllo. I quasi 6mila contagi di ieri preoccupano però il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario all’emergenza Francesco Figliuolo, che spingono per accelerare le somministrazioni delle terze dosi e per convincere i circa 7 milioni e mezzo di italiani che ancora non hanno ricevuto la prima. Il tutto per scongiurare la cosiddetta “pandemia dei non vaccinati”, come avvenuta in Germania e denunciata dal ministro della Salute tedesco Jens Spahn.