La macchina del funky

Quando Zaia diceva: «Ospiteremo i migranti»

Circola molto su internet questa meravigliosa intervista rilasciata da Luca Zaia nell’aprile 2011, quando il certamente omonimo dell’attuale governatore del Veneto, per uno scherzo del destino all’epoca sempre governatore del Veneto, spiegava cosa avrebbe fatto la sua regione con l’emergenza immigrazione che si era scatenata all’epoca, quando la Lega era al governo con Berlusconi e ministro dell’interno era Maroni, un altro omonimo del governatore della Lombardia:

«Il Veneto è solidale, ed è a fianco del ministro Maroni e del governo. Noi stiamo chiudendo il nostro piano regionale: li ospiteremo in forme diffuse sul territorio, con concentrazioni molto piccole, addirittura a livello di famiglia. I veneti possono stare tranquilli, sarà un’ ospitalità che avrà poco impatto sul territorio». Le sue ultime dichiarazioni erano tranchant: accetteremo solo profughi, diceva. Adesso tutti avranno un permesso di soggiorno temporaneo e voi non alzate le barricate? «Fin dai primi giorni abbiamo detto che quelli che arrivano qui con le scarpette lucide, i jeans e il telefonino noi non li vogliamo, quelli non sono profughi. Ma per capire le differenze basta guardare i barconi: sono uno spaccato della società, con donne, vecchi e bambini, quelli che il New York Times chiama migranti economici. Comunque il permesso temporaneo prevede che ci sia una identificazionee una verifica: chi ha precedenti penali torna a casa». Non sarà facile, in questa situazione, distinguere. Le sue posizioni oggi sembrano ammorbidite.
Oggi la sua sembra solo una Lega di governo, non più di lotta. «Tutti, a cominciare dal ministro Maroni, vorremmo chei tunisini se ne tornassero a casa. Vorremmo ricaricare le navi e riportarli di là subito, ma se il rimpatrio veloce è impossibile, l’ Europa non è solidale e i campi straboccano di persone, questa all’ insegna della solidarietà e dell’ ospitalità è l’ unica soluzione. E poi speriamo che passino solo di qua e che vadano tutti dallo scandaloso Sarkozy e nella scandalosa Europa».
Come prenderà la vostra base la sua ragionevolezza e la concretezza del ministro Maroni? «Io vivo in mezzo alla gente, sto nella Lega da vent’ anni e so che male non fare, paura non avere». Cosa significa? «Che quando si fa il possibile, il militante capisce. Davanti ai bambini che hanno fame, i nostri sono i primi a offrire loro da mangiare. Il Veneto farà la sua parte, siamo solidali con loro e basta. Quello che sta accadendo è un fenomeno mai visto, un esodo come solo nella Bibbia. E davanti a questo non ha senso prendersela con Maroni; sarebbe come prendersela con Tremonti perché è arrivata la crisi economica mondiale».

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