Politica

Qualcuno dica a Salvini che ha perso le elezioni

Matteo Salvini continua a non metabolizzare l’insuccesso, secondo lui a Roma, Torino e Trieste, sono stati “confermati i sindaci uscenti”. Poi rileva i dati dell’astensionismo senza evidenziare mai il fallimento di numeri alle urne e candidati

Salvini conferenza stampa

Matteo Salvini ha dato la sua spiegazione, ha fatto la sua analisi. E, oltre ogni ragionevole dubbio, sembra non averne capito quasi nulla di quello che è accaduto.

“Ho guardato i dati, che stanno arrivando” dai ballottaggi “avevamo 8 sindaci uscenti, noi passiamo da 8 a dieci. A Roma, Torino e Trieste, sono stati confermati i sindaci uscenti”. Così Matteo Salvini, parlando in conferenza stampa a Catanzaro, “Chi governava è stato riconfermato, adesso attendiamo i dati finali”. Poi il leader della Lega ha aperto al tema dell’affluenza, “Se uno viene eletto sindaco da una minoranza di una minoranza è un problema non per un partito, ma per la democrazia”. Così Matteo Salvini, parlando in conferenza stampa a Catanzaro. “Penso – dice Salvini riferendosi alle responsabilità che hanno portato all’astensione – ai politici e ai giornalisti, perché l’uiltimo mesi di campagna elettorale lo passi parlando di abitudini sessuali e attacchi fascisti…”.

Salvini delirante in conferenza stampa, per lui a Roma, Torino e Trieste, “confermati i sindaci uscenti”

“Avremmo preferito vincere a Roma, piuttosto che perdere, ma i cittadini hanno sempre ragione quando scelgono, ma il dato su cui ragionare è il non voto, che in alcuni quartiere ha superato il 70%.”, prosegue il leader del Carroccio in conferenza stampa a Catanzaro. “La campagna elettorale a parlare dei fascisti che stanno solo sui libri di storia lascia i cittadini da un’altra parte”, ha poi concluso il leader della Lega.

Una conferenza stampa che passa da una serie di analisi non troppo chiari. E’ evidente che Salvini si riferisse all’accordo di governo, sebbene sia noto ai più che il Movimento Cinque Stelle dal quale erano state elette Raggi e Appendino non sia lo stesso partito di oggi.