Politica

La Regione Puglia fa ripartire calcetto e basket (ancora vietati nel resto d’Italia)

Nella regione dove si voterà a breve il presidente dà il via libera agli sport di contatto. Che nel resto d’Italia rimangono vietati

In controtendenza con il resto d’Italia, la Regione Puglia dà il via libera alla ripresa degli sport di contatto come calcetto, basket, pallavolo e pallanuoto mentre ieri il no del Comitato Tecnico Scientifico è diventato oggetto di polemica con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

La Regione Puglia fa ripartire calcetto e basket (ancora vietati nel resto d’Italia)

L’ordinanza emanata dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, non ancora pubblicata sul sito, fornisce precise indicazioni e prevede non solo il rispetto delle ormai collaudate norme anti Covid – uso della mascherina e di gel igienizzati, cartelli informativi, misurazione della temperatura corporea e costante pulizie degli ambienti – ma anche definisce l’accesso a docce, spogliatoi e impone alcuni divieti come la condivisione di borracce, bicchieri, bottiglie, asciugamani e accappatoi. A bordo campo, per giocatori e atleti, dovranno essere messi a disposizione fazzoletti monouso e contenitori in cui smaltirli e dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani. Tutti gli indumenti e oggetti personali degli atleti devono essere riposti in una borsa personale che sarà sistemata negli armadietti che non potranno essere condivisi. L’ordinanza impone la verifica delle caratteristiche di aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione dei luoghi chiusi.

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“Il provvedimento è stato possibile grazie al basso rischio nell’andamento dell’epidemia nella nostra regione, come accertato dal dipartimento Promozione della Salute e confermato dall’ultimo report del responsabile del coordinamento emergenze epidemiologiche”, ha spiegato il governatore. “In tanti aspettavano questa ordinanza”, ha concluso. La Regione Puglia, quindi, anticipa il governo nazionale che, invece, ha ancora rinviato la ripresa delle attività sportive da contatto. Tra le misure di sicurezza da adottare nei centri sportivi, garantire la distanza di almeno un metro nelle docce e spogliatoi, uso obbligatorio della mascherina per tutti, tranne quando si gioca, e accesso a scaglioni. Nel resto d’Italia il Comitato tecnico-scientifico non ha dato il via libera perché c’è “il persistente rischio di ripresa della trasmissione virale in cluster determinati da aggregazioni certe”.

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