Politica

I primi scricchiolii nel M5S per il governo con il PD

piernicola pedicini

Non sono passate nemmeno 24 ore dal giuramento del governo Conte Bis ma il deputato M5S Andrea Colletti e l’eurodeputato grillino Piernicola Pedicini già cominciano a dissociarsi dalla maggioranza M5S-PD.

I primi scricchiolii nel M5S per il governo con il PD

Colletti, deputato pescarese, su Facebook si dissocia dall’indicazione di Paolo Gentiloni come commissario europeo agli affari economici. “Purtroppo non è una scelta del Parlamento ma spero che i nostri ci spieghino il perché di tale decisione e cosa non ha funzionato negli accordi”, dice Colletti senza spiegare quali accordi fossero stati raggiunti e con chi, visto che prima di ieri l’unica cosa che si sapeva è che il commissario sarebbe stato un leghista.

andrea colletti m5s

Pedicini invece, di cui già conosciamo il clamoroso expertize in campo economico (ironia), parla addirittura con toni che sembrerebbero preludere a un suo addio al MoVimento 5 Stelle:

Non mi sconvolge il Governo con la Lega e neanche quello con il PD, però per governare insieme a loro avremmo dovuto essere capaci di dominarli e non il contrario.

piernicola pedicini

E invece siamo costretti ad assistere inermi alla consegna dell’Italia al PD in Europa, alla consegna dell’Italia ai signori dell’austerita’, ai signori dei meccanismi europei che hanno strangolato le nostre attività produttive, a quelli che hanno messo in ginocchio le nostre piccole e medie imprese, a quelli che hanno affossato il Sud.
Mi dispiace tanto, ma questo proprio non lo posso accettare.
Non riconosco più il mio Movimento.

Pedicini non si è evidentemente accorto che nel governo con la Lega ha comandato Salvini senza che nessuno (nemmeno lui) facesse un fiato, mentre visto che ha giurato da appena 24 ore è difficile sostenere senza ridere che il PD stia dominando il M5S (che ha gran parte dei ministeri di peso e un ministero in più in totale rispetto ai DEM, oltre ad aver scelto il presidente del Consiglio).

ignazio corrao

Successivamente arriva anche la “dissociazione” di Ignazio Corrao, leader dei parlamentari grillini a Bruxelles  e Strasburgo, che probabilmente non ha notato Di Mao agli esteri e non ha capito che nell’occasione la strategia del M5S potrebbe invece essere vincente.

Leggi anche: Come i 5 Stelle hanno intenzione di fare i “Salvini” del governo giallorosso