Economia

Banca Popolare di Bari, il FITD spinge per il commissariamento

Ieri il comitato di gestione presieduto da Salvatore Maccarone, riunitosi a Milano, secondo quanto risulta al Messaggero, ha preso tempo, auspicando una soluzione sul modello Carige, con l’avvento di una procedura straordinaria e la nomina di un commissario

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Per la Banca Popolare di Bari l’accordo con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi è in salita. L’istituto guidato da Vincenzo De Bustis, che da ieri, secondo Repubblica, è indagato, non si è mosso subito dopo l’arrivo della richiesta di salvataggio:

Ieri il comitato di gestione presieduto da Salvatore Maccarone, riunitosi a Milano, secondo quanto risulta al Messaggero, ha preso tempo, auspicando una soluzione sul modello Carige, con l’avvento di una procedura straordinaria e la nomina di un commissario. In realtà le grandi banche sottoscrittrici avrebbero deciso nelle ultime ore di subordinare l’intervento del Fondo-banche a una svolta radicale.

Come anticipato dal Messaggero, il cda dell’istituto pugliese avrebbe presentato un’istanza al veicolo consortile, non ben definita,dove si ipotizzano due interventi straordinari: il primo cosiddetto “tattico” entro fine anno, di circa 70 milioni per coprire lo shortfall di capitale ormai sotto al livello di guardia; l’altro, “strategico”, di importo più ampio. Per procedere, il Fitd avrebbe però bisogno di un piano concreto attestato da un soggetto indipendente e di un partner come Mcc, che allo stato non può intervenire. La richiesta viene così respinta al mittente: il Fondo agisce sotto la supervisione della Vigilanza che suggerisce un’iniezione straordinaria di 150 milioni nel giro di poche settimane.

E’ evidente, a questo punto, che il destino della popolare pugliese è segnato e a breve dovrebbe esserci una decisione drastica sulla governance, peraltro necessaria per le evoluzioni dell’inchiesta giudiziaria che colpisce una figura apicale e perché almeno tre dei sei nuovi consiglieri eletti qualche mese fa vogliono lasciare.

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Banca Popolare di Bari, la cronistoria (La Repubblica, primo dicembre 2019)

Una gestione straordinaria consentirebbe, come a Genova, di predisporre un piano di emergenza costruito sull’asse Fitd-Mcc,come in Liguria c’è la coppia Fitd-Ccb. Peraltro, Mcc è in attesa di essere ricapitalizzato dal Tesoro ma contrariamente alle aspettative, nella finanziaria, allo stato, non sarebbe prevista una norma ad hoc. Si diceva della fragilità delle linee guida di strategia industriale e patrimoniale 2020-2024 presentate dalla Bari: sono costruite su  misure di difficile attuazione nel giro di poco tempo.

Tre indicatori preoccupano in particolare: il cost/income è al 100% (cioè per ogni euro di ricavi c’è un euro di costi), l’indice patrimoniale Cet1 al 5,24% e l’Npl ratio lordo del 28,7%. La bozza prevede la trasformazione in spa, un aumento di capitale nel primo semestre 2020 quantificato in 700 milioni (la Vigilanza ritiene insufficiente la somma), per accompagnare la riduzione di Npl sotto il 10%, «l’evoluzione verso un modello di banca resiliente tramite un rinnovato business model, un’attenzione strategica sui soci individuando soluzioni organizzative e di business che possano consentire ritorni economici».

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