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Pompei crolla sotto tutti i governi

Uno smottamento di terreno ha interessato parte del giardino della Casa di Severus negli scavi archeologici di Pompei, lungo il costone roccioso meridionale. Il cedimento del terreno ha interessato anche una piccola parte del muro di contenimento del giardino, sovrapposto al banco lavico del costone. Lo ha reso noto la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia.
 
POMPEI CROLLA SOTTO TUTTI I GOVERNI
Pompei sembra la metafora dell’Italia. Il 20 agosto il Sole 24 Ore ci faceva sapere del crollo avvenuto nella casa del Ganimede:
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In quell’articolo si rievocava anche il crollo del marzo 2014, quando  andò giù il costone di una bottega chiusa al pubblico nella regione V, insula 2, civico 19. Il costone di terra ha pressato l’area a causa delle piogge provocando il cedimento.
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Qualche giorno prima, tra 2 e 3 marzo, c’erano stati altri tre crolli:
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LA MOZIONE DI SFIDUCIA PER BONDI
Nel 2010 circa 200 parlamentari democrat e dell’Italia dei Valori presentarono alla Camera una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Sandro Bondi. Un documento durissimo: «Il crollo della Schola Armaturarum di Pompei – si leggeva – rappresenta anche dal punto di vista simbolico il fallimento della politica in materia di tutela dei beni e delle attività culturali, e più in generale del valore dei saperi, portata avanti dal governo in carica sin dai suoi primi provvedimenti». Ovviamente, a questo punto è chiaro che non era colpa di Bondi. Sempre nel marzo di un anno fa era intervenuto il presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco Giovanni Puglisi: «Dopo l’ennesimo crollo di oggi, il terzo in tre giorninon c’è più tempo da perdere dal punto di vista burocratico. ma bisogna agire dal punto di vista geologico e geo-idrico». Il presidente della commissione nazionale italiana per l’Unesco ribadiva all’epoca che «il problema è ormai della permeabile situazione del sistema idrogeologico che praticamente non tiene più da un lato e non riesce a filtrare più nulla dall’altro, per cui l’acqua dove arriva si ferma e di conseguenza quando il sistema idrogeologico è saturo viene giù: l’unica cosa da fare è un intervento straordinario ma su tutta l’area di Pompei, non solo dal punto di vista archeologico ma anche dal punto di vista idrogeologico, questo è il vero nodo». Da allora niente è stato fatto. Pompei crolla, metafora dell’Italia.