La macchina del funky

Pizzarotti e la parabola (negativa) del MoVimento 5 Stelle

Federico Pizzarotti rilascia oggi un’intervista al Corriere della Sera in cui, criticando l’opposizione del Partito Democratico a Parma, dice indirettamente – ma mica tanto – la sua anche sul ruolo del MoVimento 5 Stelle in Parlamento. Il sindaco dice che non gli piace «l’opposizione come rissa» e, prevenendo l’obiezione dell’interlocutore sul partito del Vaffa che l’ha portato a Parma (quant’è ingrato il Pizza!) parla di “parabola del M5S”. Con il suo solito gattopardismo e il fraseggio politico tipico del democristiano consumato, Pizzarotti continua nella sua linea antigrillo, anche se gli manca il coraggio di farla apertamente:

«Non si può dipingere tutto a tinte fosche. Non mi piace che si faccia politica così, che alcuni esponenti del Pd in città trasformino l’opposizione in rissa. Bisogna dare spazio allasperanza».
Il Pd vi rende pan per focaccia visto che il M5S non è certo tenero verso Renzi. In fondo siete il partito del Vaffa.
«Non mi interessa se il Movimento a livello nazionale segue questo indirizzo. Ho le mie idee e anzi se la parabola del M5S è quella che vediamo dipende proprio da un certo modo di fare l’opposizione. Dire che tutto va male non serve, ci vuole un cambio di paradigma culturale. Io il Vaffa non l’homai detto e non mi sogno di farlo. E sostenere che la classe politica è tutta uguale serve solo a disorientare i cittadini e aumentare le astensioni».
Comunque Parma è attraversata da una congiuntura astrale negativa. L’aeroporto vicino a chiudere, la squadra di calcio allo sbando, il Regio declassato, il debito che resta altissimo.
«Il debito lo abbiamo ridotto a 550 milioni. L’aeroporto è da 10 anni in questa situazione a causa di una linea di galleggiamento. Invece o lo ingrandiscio lo chiudi. Bisogna cercare un investitore da 50 milioni in su e un piano decennale».

federico pizzarotti alleanza pd parma
Poi ci sarebbe “l’inceneritore”, quello che “per aprirlo bisogna passare sulla testa di Pizzarotti”, ma questa è un’altra storia.