Economia

Il nuovo piano di Tsipras e Varoufakis

Adesso viene il bello. Dopo la vittoriosa sconfitta Tsipras e Varoufakis consegnano oggi il piano che dovrebbe permettere alla Grecia di avere quattro mesi di tempo e di vita all’interno dell’Unione Europea. Il documento di sei pagine si basa su quattro punti fondamentali e accenna alla possibilità di modificare l’utilizzo dell’avanzo primario a seconda dell’andamento dell’economia. I quattro punti di Tsipras e Varoufakis sono:

  • Lotta all’evasione e alla corruzione
  • Deregulation e taglio dei costi della politica
  • Riforma del pubblico impiego
  • Privatizzazioni

L’accordo di Bruxelles, spiega Kathimerini, apre alla possibilità di abbassare l’obiettivo di l’avanzo primario di bilancio greco, escludendo i rimborsi del debito e liberando alcuni fondi che serviranno, nelle intenzioni del premier greco, a contribuire ad alleviare gli effetti della disoccupazione e dei tagli alle pensioni. Evita anche un linguaggio che ha infiammato molti greci, irritato da quattro anni di austerità richiesto dai creditori stranieri. Spiega il Sole 24 Ore che una differenza con il passato, secondo il governo, dovrebbe essere questa:

Secondo le fonti le riforme non verrebbero presentate con l’aggiunta di target specifici o di cifre da rispettare. Questo per evidenziare il fatto che non si tratta di riforme imposte dall’esterno, ma di obiettivi scelti dal governo greco e di cui l’esecutivo rivendica il «possesso». Secondo la tv greca Mega, il piano cui sta lavorando il governo di Atene ci sono l’introduzione di una rateizzazione fino a 100 pagamenti per chi deve tasse arretrate, regole per il lavoro, norme fiscali e l’indipendenza della Segreteria generale del Fisco. Altre misure verrebbero ispirate da indicazioni dell’Ocse.


IL PIANO DI TSIPRAS E VAROUFAKIS
Spiega oggi il Corriere che il documento dell’Eurogruppo, infatti, non ripete i target di surplus del 3% quest’anno e 4,5 l’anno venturo che Atene giudica incompatibili con qualsiasi politica di rilancio. Accenna invece alla possibilità di modificare l’avanzo primario (cioè prima del pagamento degli interessi) a seconda «dell’andamento economico dell’anno». Con un testo così «ambiguo» (come dice Romano Prodi), la discrezionalità politica è forte e sarà con l’esame delle proposte di oggi che si comincerà a misurare la reale volontà di conciliazione delle parti. Il vero esame della Grecia  sarà ad aprile quando il premier eil ministro Yanis Varoufakis presenteranno il piano targato Syriza— comprensivo di cifre e coperture al centesimo — per portare il paese fuori dall’emergenza. Lì si giocherà la partita finale: se il premier riuscirà a convincere i creditori che il suo governo è davvero in grado di attaccare alla radice i problemi appena intaccatida Samaras & C. — corruzione, burocrazia ed evasione su tutti — Ue, Bce e Fmi potrebbero non solo sborsare l’ultima tranche di finanziamenti, ma mettersi al tavolo per ragionare su come rendere sostenibile a lungo termine il debito ellenico. Il piano e l’accordo firmato rappresentano un tradimento per la sinistra greca, ieri sottoposto all’attacco di Tendenza Comunista, una delle componenti di Syriza, e di Manolis Glezos, l’eroe 92enne della Resistenza greca ai nazisti diventato eurodeputato di Syriza, che l’ha definito un tradimento delle promesse elettorali. Su un blog Glezos chiede «scusa al popolo greco per aver preso parte a questa illusione. Rinominare la Troika “Istituzioni”… è come chiamare la carne “pesce”, ma non cambia le cose». Glezos ha lanciato un appello agli «amici e sostenitori di Syriza: decidete se accettare questa situazione», ricevendo in cambio una risposta piccata da parte del governo: «Glezos forse non è stato bene informato»degli sforzi. Il tabloid tedesco Bild ha riferito che il governo greco spera di raccogliere 2,5 miliardi di euro in entrate fiscali dalle fortune dei magnati greci, mentre un giro di vite supplementare sul contrabbando illegale di benzina e sigarette produrrebbe un’altra entrata di 2,3 miliardi per le casse del governo.
 
GUADAGNARE TEMPO O GUADAGNARE CONSENSO?
Il piano è un modo come un altro per guadagnare tempo. In questi quattro mesi la Grecia rifiata e percepirà altri prestiti che permetteranno ai suoi conti di rimanere in ordine e alle sue banche di non fare crac dopo i ripetuti rischi di assalti agli sportelli delle settimane scorse. Tra quattro mesi però la Grecia potrebbe ripresentarsi con un piano B, visto che l’Eurogruppo sarà chiamato di nuovo a giudicare la sua politica economica. Le stime in Europasono di una crescita del Pil ellenico quest’anno al 2,9%, nel 2016 al 3,7%. Non male anche le previsioni sull’export: +5,3% quest’anno, +5,4% nel 2015. Quasi nessuno si sente invece di fare previsioni sulla Borsa: Atene dai minimi di fine gennaio ha già recuperato il 19%, ma rimane un mercato molto volatile, con le banche che potrebbero salire sull’ottovolante spinte anche da notizie di scarso rilievo. Sereno comunque sui mercati principali: l’Europa dovrebbe essere sostenuta dall’effettiva partenza del programma di quantitative easing e Wall street non sembra avere nessuna intenzione di cedere dai sui massimi storici.