Economia

Il piano salva-banche della BCE

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Federico Fubini su Repubblica di oggi ci parla del documento al quale stanno lavorando governo, Bankitalia e Francoforte per fronteggiare le sofferenze bancarie, e che prevede l’impacchettamento dei loan in titoli da cedere alla Banca Centrale Europea a prezzi scontati. La proposta è contenuta in un documento su cui stanno lavorando Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, e parte da un incontro dei vertici della politica con il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco:

Rimuovere le sofferenze delle banche con un’azione di governo è una priorità per la ripresa e, da anni, un tabù della politica. La Banca d’Italia ha pronto da tempo uno schema di “bad bank”, un veicolo finanziario sostenuto da garanzie pubbliche che riassorba dalle banche i crediti deteriorati. Per ora però non si è mai passati dagli studi alla pratica: sia il governo di Enrico Letta che l’attuale hanno a lungo esitato di fronte alla scelta, impopolare,di aiutare le banche con denaro dei contribuenti. La proposta a cui si lavora in queste settimane non nascenel governo. La firmano Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti, il banchiereed ex ministro del Bilancio Rainer Masera, gli economisti della Cdp Edoardo Reviglio e Gino del Bufalo, l’ex direttore generale dell’Abi Giuseppe Zadra e Marcello Minenna della Consob. Il piano si basa sul fatto che i pacchetti di crediti deteriorati, raccolti in titoli Abs, generebbero ancora flussi di cassa dati dai pagamenti dei debitori. I titoli verrebbero segmentati in parti a rischio più o meno alto, con una parte intermedia (“mezzanino”)coperta dalla garanzia pubblica.

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Le sofferenze bancarie in Europa (Repubblica, 12 gennaio 2015)

Ora il punto, è ovviamente politico, perché questo costituirebbe comunque un aiuto nei confronti delle banche, cosa da cui finora il governo italiano si è astenuto a parte il caso Montepaschi:

«Il rischio della tranche mezzanino è allineato al rischio di credito della Repubblica italiana — si legge nel documento Bassanini — e in questo modo potrebbe essere sottoscritto, insieme alla tranche diq ualità più alta, dalla Bce».Il tentativo è dunque di usareil quantitative easing dellaBce per liberare le banche italiane della zavorra. Circa 50 miliardi di prestiti originari possono essere venduti all’Eurotower a 20 miliardi circa. Eventuali perdite ulteriori per circa il 40%, a causa dei default dei debitori, comporterebbero poi per il governo un indennizzo di 8 miliardi all’Eurotower. Tecnicamente non appare fuori portata, ma restano vari scogli: nessun governo italiano ha mai osato usare denaro pubblico per le banche, anche se ciò ha poi aggravato il credit crunch e la recessione stessa.