Economia

Perché sono introvabili le mascherine a 50 cent

In varie farmacie di Roma, nei quartieri Trieste, Talenti, Prati, le mascherine chirurgiche sono in vendita in stock di 5, 10 e 50: i prezzi variano dai 3 ai 30 euro. Ma in tante altre zone della città le farmacie hanno appeso cartelli per avvertire, come alla stazione Tiburtina, che nessun modello è disponibile. La stessa cosa succede a Milano, Torino e Napoli

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Dopo aver sbaragliato i liberisti da divano, il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri dovrà risolvere un problemuccio di sicuro meno impegnativo: le mascherine a 50 centesimi (più IVA…) non si trovano.  «Da lunedì i cittadini che vorranno acquistare le mascherine, le troveranno al prezzo massimo di 50 centesimi più Iva (quindi 61 centesimi, ndr) in 50 mila punti vendita, uno ogni 1.200 abitanti», aveva annunciato Arcuri il 2 maggio. Ma le farmacie dicono che le hanno vendute tutte già prima della fine del lockdown e che non sono state rifornite dalla Protezione Civile. Come mai? Il motivo lo spiega oggi Repubblica in un articolo a firma di Marco Mensurati e Fabio Tonacci:

Il presidente di Federfarma Marco Cossolo è il primo che esce allo scoperto. «È da almeno quindici giorni che gli importatori non le consegnano più», esordisce. Il motivo è pura economia di mercato: poiché due settimane fa è circolata l’indiscrezione che il governo ne avrebbe mitigato il prezzo, i broker — privi di indicazioni — hanno smesso di lavorare con l’Italia non potendo fissare un costo a loro conveniente. Prosegue Cossolo: «Quelle con marchio CE non si trovano e non mi interessa sapere la ragione. Quelle importate con autocertificazione non possono essere vendute, nonostante abbiamo magazzini pieni, perché l’Istituto superiore di sanità che deve autorizzarle non riesce ad evadere le pratiche. E infine le mascherine che Arcuri si è impegnato a rendere disponibili non sono ancora arrivate».

Dal commissariamento confermano: ci vorranno ancora un paio di giorni per cominciare la distribuzione. A Repubblica risulta poi che all’Iss siano pervenute sinora 968 richieste: di queste solo 46 hanno avuto l’ok al la commercializzazione, 391 sono in attesa di documentazione da parte delle aziende, 84 sono inevase.

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I tipi di mascherine e i prezzi (La Repubblica, 6 maggio 2020)

Ma non c’è solo questo motivo.

In un primo momento il Commissario ha puntato sul duplice binario acquisti diretti/gara Consip, ed entrambi si sono dimostrati insufficienti. Ha poi virato sul coinvolgimento del Comparto industriale della Moda col sogno della produzione autarchica, per planare, infine, sullo schema del prezzo calmierato. E qui è nato l’ultimo problema, il ristoro: non essendo chiara la modalità con cui verrà erogato, molti rivenditori continuano a proporle “sottobanco” a prezzi di mercato, oppure a tenerle in deposito. Come risulta stia facendo una fetta della Grande distribuzione organizzata. «Stimiamo una ventina di milioni di pezzi stoccata nei magazzini dei supermercati», riferisce una fonte confidenziale del mondo Gdo.

E così la situazione nelle città, spiega il quotidiano, è a macchia di leopardo. In varie farmacie di Roma, nei quartieri Trieste, Talenti, Prati, le mascherine chirurgiche sono in vendita in stock di 5, 10 e 50: i prezzi variano dai 3 ai 30 euro. Ma in tante altre zone della città le farmacie hanno appeso cartelli per avvertire, come alla stazione Tiburtina, che nessun modello è disponibile. A Milano le mascherine a 0,5 euro sono ancora attese: «Penso che nel giro di 2-3 giorni dovrebbero essere disponibili nelle farmacie», spiega Annarosa Racca, presidente di Federfarma Milano. Saranno vendute a 61 centesimi, «il costo annunciato dal commissario Arcuri più 11 centesimi di Iva». A Torino le farmacie hanno dato fondo a tutte le loro scorte al prezzo stabilito dal commissario Arcuri (0,61 e non 0,50 come si dice) in attesa che i grandi distributori, dopo gli accordi con la Protezione civile, inviassero le mascherine. Ma al momento non sono arrivate e nel frattempo le scorte sono esaurite. A Napoli quelle chirurgiche, a 50 centesimi, non si trovano. Alcuni farmacisti le hanno in deposito, le vendevano a prezzo più alto prima della decisione di Arcuri di calmierarle, e ora aspettano che le aziende che hanno fatto l’accordo a 50 centesimi le forniscano. Le FFP2 hanno prezzi ballerini, comunque più bassi di un mese fa.

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