Politica

Perché ieri si è sfiorata la rissa nel MoVimento 5 Stelle

Eleonora Bechis e Paolo Tkalez. Onorevole la prima e rappresentante di circoscrizione a Torino per il Movimento 5 Stelle il secondo, e un litigio nato su Facebook. Questo il motivo della rissa che ieri si è sfiorata durante l’assemblea congiunta del MoVimento 5 Stelle in Parlamento. Al centro di tutto c’è un’illazione che era circolata a Torino nei confronti della Bechis e di un suo assistente, da lei smentita con una nota pubblica su Facebook: la Bechis aveva assunto come assistente a Montecitorio Agostino Formichella, del quale si segnalava che fosse stato espulso dal MoVimento.
 
ELEONORA BECHIS E PAOLO TKALEZ
Il motivo dell’espulsione è in un questo articolo di Italia Oggi:

I tre figurano nelle attività di un locale torinese, Attenti al treno, dove si propongono «Apericene delle stelle», vale a dire «serate di networking in cui metteremo in contatto chi porta avanti dei progetti con chi ha desiderio di fare qualcosa per se e per gli altri». Per quanto una nota avverta che «le quote vanno direttamente al locale o agli artisti, nessun euro entra nelle tasche degli organizzatori che prestano il loro lavoro a titolo gratuito e volontario», il fatto che ci riferisca al movimento per attività in cui c’è un lucro potrebbe non essere piaciuto a Grillo.

Questo è il video di presentazione di Formichella per la candidatura alle Parlamentarie.

Eleonora Bechis scrive un paio di giorni dopo l’uscita della notizia una lunga nota su Facebook in cui smentisce più o meno tutto:

Negli ultimi giorni, per il tramite della rete e di alcune testate giornalistiche, sono state avanzate pesanti accuse, che mi riservo di sottoporre al vaglio della Procura della Repubblica, alla sottoscritta e ai miei collaboratori.
Col solo fine di porre un freno ad un fenomeno di nicchia che purtuttavia, atteso il periodo di consensi traballanti, reca nocumento non solo alla sottoscritta ma al MoVimento tutto, premesso che a differenza dei collaboratori dei gruppi la scelta del collaboratore personale è demandata all’autonomia del parlamentare medesimo e che la sottoscritta ha avuto modo di verificare, previa opportuna selezione, che la figura individuata è in possesso di ogni requisito richiesto per l’esercizio del ruolo assegnato, evidenzio che:
1. il mio collaboratore personale, Agostino Formichella, non è mai stato oggetto, come espressamente chiarito dai legali di Beppe Grillo, di un provvedimento che gli impedisse l’uso del simbolo o che lo limitasse in altro modo. Qualunque affermazione contraria in merito è diffamatoria;
2. la scelta del collaboratore personale, come noto, atteso il suo particolare ruolo, prescinde dal possesso dei requisiti richiesti agli assistenti legislativi ed a quelli della segreteria organizzativa, al direttore amministrativo ed al revisore dei conti, fondandosi innanzitutto su di un rapporto fiduciario e su specifiche caratteristiche che ciascun parlamentare deve ritenere in possesso del soggetto prescelto, scelta che potrebbe essere messa in dubbio solo in presenza di OGGETTIVE ragioni, che nel caso di specie (antipatie personali a parte) non vi sono. Qualunque affermazione contraria in merito è diffamatoria;
3. non ho mai avuto intenzione di trattenere per me la diaria. Qualunque affermazione contraria in merito è diffamatoria;
4. le affermazioni su eventuali brogli alle “parlamentarie” sono, attesa l’assoluta insussistenza di prove a sostegno, destituite di ogni fondamento. Non serve specificare che qualunque affermazione contraria in merito è assolutamente diffamatoria.

Alla fine l’onorevole aggiungeva che si riservava di querelare chi avesse diffuso notizie false eccetera. Nel post compaiono commenti a firma dell’utente Paolo Tkalez:

I commenti al post di Eleonora Bechis
I commenti al post di Eleonora Bechis

Tra i commenti c’era quello di Vittorio Bertola, consigliere comunale a Torino e ultimamente anima critica del MoVimento (spesso in contrasto con Bono e altri esponenti piemontesi). Bertola aveva parlato pubblicamente della storia di Formichella.
eleonora bechis paolo tkalez vittorio bertola
La Bechis ha alla fine denunciato Paolo Tkalez per gli insulti e le accuse che le aveva rivolto nei mesi scorsi a proposito della storia. Alberto Airola le ha chiesto ieri di ritirare la querela, e alcuni deputati «dissidenti» come Currò e Turco sono entrati nella discussione, schierandosi con la Bechis, finché la discussione non è degenerata. Di qui la rissa e tutto il resto. «Al centro, un epiteto poco piacevole su Facebook tipo deputata di ‘sta cippa, per l’assunzione di un asssistente che non ha rispettato delle regole di comportamento. Ma insomma, su Facebook gli insulti girano a go go. A me dicono di tutto e io non querelo nessuno», ha successivamente dichiarato Airola, che nel frattempo è diventato capogruppo in Senato per i canonici tre mesi. Lui non ha litigato con la Bechis, ma con «Rizzetto, Turco e Currò che venivano definiti dissidenti e che sono degli arroganti…», ha riferito Airola all’Agi. «So che ciò che è accaduto ieri è pesante ma è anche la quotidianità nella vita parlamentare; che si scaldino gli animi puo’ succedere. Ma quella dei dissidenti è’ stata una pantomima, una sceneggiata». Secondo Airola l’assistente si era fatto pubblicità a pagamento in occasione delle elezioni torinesi. Tkalez avrebbe già telefonato alla Bechis per scusarsi, secondo quanto racconta il nuovo capogruppo. Ma la sua ricostruzione viene contestata da Rizzetto su Twitter, che accoglie la sua elezione così: