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Perché Apple ucciderà iTunes

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Apple ucciderà iTunes spacchettandolo in tre diverse app: Apple Music, Podcasts e Apple TV. La decisione è stata annunciata alla conferenza annuale degli sviluppatori e non ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori.

Come Apple ucciderà iTunes

Un po’ perché, come spiega Vox, queste app sono già presenti da tempo su iOS; un po’ perché il lettore è una reliquia di un passato in cui le persone mantenevano tutta la musica in un solo posto, come ha scritto Ashley Carman di The Verge: “Ormai da tempo è superato e trascurato”. Craig Federighi, vicepresidente senior di Apple con delega al software, ha quindi dato l’annuncio lunedì: la realtà è che iTunes, che ha debuttato nel 2003, due anni dopo il primo iPod, è morto.

Il cambiamento dovrebbe avere un impatto minimo o nullo sul consumatore. Che comunque continuerà ad acquistare musica in formato digitale per i prodotti Apple ma non rischierà figuracce come quella del nuovo album degli U2 aggiunto d’imperio alla libreria musicale di 500 milioni di persone senza chiedere, trovandosi poi nella necessità di fare un sito internet per guidare gli utenti all’eliminazione.

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Il digital hub che nelle intenzioni di Steve Jobs avrebbe dovuto guidare l’utente Apple al centro della vita digitale di tutti, collegando videocamere digitali, lettori musicali e “palmari”, non era più utilizzato se non per ascoltare musica. iTunes è diventato il modello per guidare le persone a scaricare legalmente, rendendo molto più facile pagare per la musica piuttosto che rubarla da siti di condivisione file come Napster.

Ma, conclude The Verge, l’avvento dello streaming significava che il modello buy-to-own di iTunes non era più lo status quo. La competenza principale di iTunes – l’organizzazione e la gestione della raccolta musicale – non era più necessaria una volta che tutto ciò che si poteva desiderare veniva trasmesso in streaming dal cloud per una tariffa mensile fissa. Per questo iTunes è morto: di vecchiaia.

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