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Cosa succede ai cellulari Huawei dopo la perdita della licenza Android

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Si apre un nuovo capitolo nella disputa commerciale tra Usa e Cina: a pochi giorni dalla decisione dell’amministrazione Trump di iscrivere Huawei nella blacklist commerciale per problemi di sicurezza nazionale, arriva l’offensiva di Google che rappresenta un’azione senza precedenti visto che coinvolge il mondo delle telecomunicazioni, e quindi centinaia di milioni di utenti di smartphone in tutto il mondo. Bisogna infatti considerare che Huawei è il secondo produttore di smartphone più importante al mondo (dopo Samsung) e l’Europa peraltro è il suo mercato più grande al di fuori della Cina continentale. Il colosso Usa ha deciso di bandirlo, non consentendo piu’ l’utilizzo del suo sistema operativo Android sugli apparecchi commercializzati dal produttore cinese. Una decisione storica, quella di Mountain View, se si considera che l’azienda di Shenzhen ha venduto quasi 203 milioni di telefoni l’anno scorso, numero in crescita rispetto ai 150 milioni del 2017, e solo nel I trimestre 59 milioni.

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Le sfide di Trump (Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2019)

Ma cosa cambia per chi ha un telefono Huawei? Lo spiega oggi Il Sole 24 Ore in tre domande e risposte:

Cosa significa per Huawei la perdita della licenza?
Android è il sistema operativo per smartphone promosso da Google. È largamente il più diffuso sul mercato al mondo, con il 74.85%, seguito da iOS per i device Apple con il 22,9% (dati Statcounter). Ed è il sistema operativo degli smartphone Huawei. Ai produttori ti cellulari è data una duplice possibilità da Google: possono installare la versione open source (Android Open Source Project, AOSP), oppure una versione con licenza. Nella seconda, Google accompagna al sistema operativo alcuni servizi come Gmail, YouTube, Chrome e Google Play Store, il negozio digitale da cui scaricare le app. Dopo il bando di Trump, Huawei, senza licenza, potrà usare solo la versione open source di Android.

Che cosa cambia per chi ha uno smartphone Android?
A oggi non camba nulla. Google dice: stiamo «esaminando le implicazioni» dell’ordine esecutivo e «vi assicuriamo che mentre rispettiamo tutti i requisiti del governo degli Stati Uniti, servizi come Google Play e la sicurezza di Google Play Protect continueranno a funzionare sul vostro dispositivo Huawei esistente». Google Play Protect è una protezione anti-malware che oltre a proteggere il dispositivo verifica in tempo reale anche le app. La nota di Google è dunque rassicurante per quanto riguarda l’esistente, ma non parla degli aggiornamenti. Cosa che invece fa la nota Huawei: «Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti i prodotti Huawei e Honor esistenti, ovvero smartphone e tablet già venduti o già in vendita a livello globale. Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza per tutti gli utenti a livello globale». Sarà dunque Huawei a eseguire gli aggiornamenti della sicurezza per gli smartphone e i tablet in circolazione? Così sembra dalla nota. E che cosa succederà alle app Google installate, come verrà gestito il loro aggiornamento? Questo ancora non è stato chiarito da Google e nemmeno dal produttore cinese.

Che cosa succederà per gli smartphone futuri?
I problemi più grossi potrebbero sorgere con i modelli di smartphone futuri di Huawei, che non dovrebbero avere le più popolari app di Google e il negozio di applicazioni Google Play Store. Huawei in Cina già oggi ha soltanto l’Android Open Source: non esiste una versione locale del Google Play Store. Huawei ha il suo negozio di applicazioni e ne esistono altri, come Tencent e Baidu. Il problema è soprattutto per il mercato europeo, dove l’azienda ha il 29% del mercato secondo Idc, mentre è sostanzialmente assente anche negli Stati Uniti.

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