Economia

Pensioni più basse per sei italiani su dieci

tito boeri

Tito Boeri a colloquio con il Corriere della Sera torna a rappresentare in modo “dinamico” il suo ruolo di presidente dell’INPS in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera che probabilmente non farà che aumentare la diffidenza del governo nei suoi confronti. Boeri ritorna sulla necessità di correggere la riforma Fornero per consentire l’uscita anticipata fino a tre anni con un assegno più basso, spiegando che oggi a causa dell’innalzamento dei requisiti di legge molti lavoratori che sarebbero andati in pensione rimangono “bloccati” in azienda, e questo toglie spazio alle assunzioni dei giovani. I lavoratori che attualmente trovano più facilmente lavoro sono quelli più anziani, come certificato dai dati ISTAT, ma è anche vero che l’anticipo immaginato da Boeri costerebbe tra i cinque e i sette miliardi di euro alle casse dello Stato.

pensioni più basse sei italiani su dieci
Come sono cambiati i coefficienti per la pensione con il calcolo contributivo (Corriere della Sera, 19 marzo 2016)

Spiega Boeri:

Quando ha parlato l’ultima volta con Renzi di questo e quale è stata la reazione?
«L’ultima volta, pochi giorni fa. Credo che ci sia interesse, anche se c’è preoccupazione per i conti pubblici».
Realisticamente, di quanti anni si potrebbe anticipare il pensionamento?
«Secondo la nostra proposta fino a tre anni. Chiaramente con delle riduzioni dell’importo della pensione, commisurate al fatto che l’assegno lo si prenderà per più tempo».
Riduzioni di quanto?
«Intorno al 3% per ogni anno di anticipo, quindi al massimo circa il 9% in meno, se uno va in pensione tre anni prima delle regole vigenti».

Poi il presidente dell’INPS spiega che dalle buste arancioni in arrivo gli italiani avranno probabilmente brutte sorprese, visto che il 60% si aspetta risultati più alti di quelli che effettivamente vedranno:

Lei ha annunciato l’invio di 7 milioni di «buste arancioni» ad altrettanti lavoratori con dentro la simulazione della pensione. Quanti scopriranno che è più bassa di quello che si aspettavano?
«In effetti molte persone avranno sorprese negative. In base ai nostri campioni, circa il 60%. Ma penso che avere questa informazione sia molto importante, perché consente di pianificare il futuro».
Non teme che le brutte sorprese inducano a consumare meno, con effetti negativi sull’economia?
«Non credo che gli effetti siano così negativi. Ciò che deprime i consumi è l’incertezza. Invece noi qui stiamo dando più informazioni».