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La scomparsa del PD a Ostia: nel X Municipio si vota, ma non si sa chi

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Il 5 novembre si vota a Ostia: nel X Municipio il MoVimento 5 Stelle ha già una candidata – Giuliana Di Pillo – e una macchina di propaganda in azione da mesi. Anche Casapound ha presentato un candidato: Luca Marsella. È poi sceso in campo autonomamente l’ex Don Franco De Donno, in corsa con una lista civica e senza più abito talare. Due lauree, Teologia e Pedagogia, più la specialistica in Teologia morale, don Franco è stato anche una spina nel fianco dei politici, civilmente impegnato su temi caldi come i migranti: «Però ho lavorato bene con le giunte di sinistra, ho guidato a lungo la Consulta del volontariato», ricorda ammettendo non pochi scontri. Anni fa, tentando di impedire lo sgombero di alcuni baraccati, si beccò pure la denuncia. Nel centrodestra invece una tra Monica Picca (FdI) e Cristina Masi(FI)sarà la candidata con l’obiettivo di puntare al ballottaggio.

ANDREA TASSONE MAFIA CAPITALE
Andrea Tassone, ex presidente del municipio di Ostia (PD)

All’elenco manca l’intero centrosinistra con il Partito Democratico. Che esce da Mafia Capitale a Ostia con le ossa rotte ma soprattutto non sembra avere il coraggio di proporre nemmeno un candidato. O almeno finora non lo ha fatto. E, scrive oggi Simone Canettieri sul Messaggero, già ha deciso che le primarie non si faranno perché “mancano i tempi tecnici”. Ma c’è di più:

La cosa simpatica è che al momento tutti fanno finta che il problema non esista: oggi per dire si terrà l’assemblea del partito romano alla Festa dell’Unità. Bene,le elezioni di Ostia non sono all’ordine del giorno della discussione. In questo stanco ballo della mattonella, sono stati effettuati anche un paio di sondaggi di peso: Francesco Rutelli ed Emma Bonino. L’ex sindaco di Roma, «profilo ideale» come ammettono i turborenziani, ha gentilmente declinato con un sorriso. Idem la leader radicale.
In un effetto “Bar dello sport” in cui chiunque entra, la spara grossa e se ne va («Tanto si perde, ragazzi»). La discussione del «che famo a Ostia?» sta ancora ai fondamentali: modello Sicilia (coalizione che dal Pd arriva ad Alfano) o vecchio centrosinistra con Mdp dentro (stile governo Zingaretti)? Andrea Casu e i romani sono per la prima ipotesi, ciò che rimane dei dirigenti locali del Pd di Ostia preferirebbe l’usato sicuro,ammesso che funzioni.

Insomma, forse ha ragione Paolo Ferrara del M5S quando dice che per il PD a Ostia è meglio saltare un giro.