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Il PD e la legge sulle fake news

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Oggi un articolo a firma di Francesca Schianchi pubblicato sulla Stampa fa sapere che il Partito Democratico è pronto a proporre una legge sulle fake news “già in settimana”, a prima firma del presidente dei senatori PD Luigi Zanda.

Il PD e la legge sulle fake news

La legge dovrebbe essere una risposta alle bufale online, l’ultimo caso è quello di Maria Elena Boschi e Laura Boldrini al funerale di Riina, e se ne è parlato alla Leopolda nel tavolo tematico dedicato, moderato da Matteo Richetti e Alessia Rotta. E arriverebbe in fine di legislatura, quindi ad altissimo rischio di mancata approvazione in entrambe le camere. Eventualmente potrà essere ripresa nella prossima legislatura.

Secondo La Stampa l’obiettivo non sono gli autori dei post ma la responsabilizzazione dei gestori dei social network. Rosanna Filippin, la senatrice che ci ha lavorato, spiega che con la nuova norma dinanzi a un reclamo, i giganti del web sono invitati ad attivarsi per valutarlo entro 24 ore se si tratta di «contenuti manifestamente illeciti», altrimenti entro sette giorni. Se nulla succede alla scadenza del tempo, si può ricorrere al Garante della privacy: se anche dinanzi a una sua disposizione il social network decide di far finta di niente, scattano sanzioni pesanti, da 500mila a un milione di euro. «Quello che vorremo riuscire a fare è obbligare i gestori delle piattaforme ad accettare e valutare i reclami in tempi brevi, per evitare il fenomeno della condivisione». E ancora: «L’abbiamo copiata dalla legislazione tedesca che non è certo un Paese autoritario», giura la Filippin.

…e la sua applicazione concreta

Secondo la legge tedesca i social network come Facebook, Twitter o i siti come YouTube che non rimuovono velocemente link e pagine con contenuti penalmente rilevanti o notizie palesemente false, rischiano fino a 50 milioni di euro di multa; i responsabili dei siti fino a 5 milioni. Il Netwerkdurchsetzungsgesetz, entrato in vigore nell’ottobre 2017, prevede che uno staff di 50 dipendenti del ministero della Giustizia sorvegli l’applicazione delle norme. Anche stabilire le multe sarà compito del dicastero.


C’è da segnalare che Renzi durante il suo discorso conclusivo alla Leopolda ha però detto che non ci sarà “nessuna nuova legge” sulle fake news: una marcia indietro? Intanto c’è da segnalare che nell’ultimo caso, quello del funerale di Riina, dopo 24 ore il link aveva già raggiunto migliaia di condivisioni: sarà sufficiente una legge di questo genere? Sarà efficace?