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Chi ha pagato Luca Parnasi

“Sulle elezioni spenderò qualche soldo, è un investimento che devo fare… molto moderato rispetto a quando ho speso cifre che manco te le racconto però la sostanza è che la mia forza e’ quella che alzo il telefono…”, aveva detto l’immobiliarista in un’intercettazione. Oggi ha vuotato il sacco davanti ai PM

luca parnasi matteo salvini

Alle 15 di oggi è terminato l’interrogatorio di Luca Parnasi, l’imprenditore finito nell’inchiesta sullo Stadio della Roma a Tor di Valle. Parnasi è stato di parola, visto che aveva rifiutato di rispondere al GIP promettendo che avrebbe parlato con i pubblici ministeri qualche giorno fa. E visto che l’interrogatorio, lungo due giorni, si è protratto per un totale di undici ore in molti forse dovrebbero cominciare a preoccuparsi per quello che ha messo a verbale.

Luca Parnasi: «Ho pagato tutti»

Anche perché Parnasi ha confermato di aver pagato tutti i partiti, cosa che del resto era stata ampiamente documentata nell’inchiesta. . “Ho pagato tutti”, ha raccontato, in sintesi, il costruttore ai magistrati della Procura di Roma che tra ieri e oggi sono stati ad ascoltarlo per oltre undici ore nel carcere di Rebibbia. Come sospettavano i pm e i carabinieri del nucleo investigativo che per mesi hanno monitorato ogni sua mossa, il costruttore, interessato a non conoscere ostacoli di alcun tipo nella realizzazione del nuovo stadio della Roma, non aveva scrupoli né imbarazzi a elargire denaro e altre utilitç a chiunque, a esponenti politici, movimenti, fondazioni o partiti, che fossero di maggioranza o no.

lanzalone parnasi campidoglio raggi m5s stadio roma -1

Somme in chiaro, tracciate, di cui sono stati spiegati significato e scopo, più altri contributi su cui dovranno essere fatti approfondimenti investigativi per capire se di natura lecita o illecita. Parnasi pagava per aggirare possibili intoppi di natura burocratica e incassare autorizzazioni e via libera di tipo tecnico, per velocizzare l’iter amministrativo di determinate procedure, per mantenere rapporti cordiali con chiunque, o anche solo per accreditarsi negli ambienti che contano in vista di futuri progetti imprenditoriali da intraprendere non solo a Roma.

Cosa c’è nell’inchiesta sullo stadio della Roma

Nell’inchiesta sullo Stadio della Roma a Tor di Valle è documentata la richiesta (esaudita) di un posto di lavoro per un parente da parte dell’allora assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (PD), il pagamento a una società del vicepresidente della Consiglio Regionale, Adriano Palozzi (Forza Italia), alla quale Parnasi avrebbe erogato fatture per operazioni inesistenti pari a 25 mila euro e i finanziamenti al coordinatore regionale di FI Davide Bordoni. Poi ci sono anche i soldi offerti per la campagna elettorale dei candidati Daniele Piva e Mauro Vaglio (M5S) attraverso fatturazioni per servizi inesistenti. Ma c’è anche il rendering di un progetto per il lungomare di Ostia “regalato” a Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Campidoglio e quelle di un posto di lavoro prestigioso alla A.S. Roma o al CONI per l’assessore allo Sport del X Municipio Giampaolo Gola.

paolo ferrara stadio della roma inchiesta mandrakata litorale ostia - 3

Ma c’è anche la storia dei 123mila euro alla Fondazione EYU (vicina al Partito Democratico e di cui è presidente il tesoriere del PD Bonifazi) per uno studio sul mercato immobiliare e gli italiani del valore di 39mila euro. E infine nelle intercettazioni si parla dei rapporti tra Matteo Salvini e lo stesso Parnasi, e della Onlus Più Voci: in una conversazione intercettata al telefono, Parnasi dice: “Questa è un’Associazione – si legge nell’ordinanza del gip – che ha valorizzato non solo la Lega ma ha valorizzato Stefano Parisi, tutto il Centrodestra a Milano ed è stato anche un veicolo con cui io mi sono accreditato in maniera importante, ho organizzato cene e contro cene, ho portato imprenditori, ho fatto quello che, tu mi insegni, un ragazzo di 38 anni all’epoca doveva fare per crescere a Milano”. A quel punto l’interlocutore al telefono chiede a Parnasi se il finanziamento era per Salvini. Parnasi risponde: “No, è una cosa fatta all’epoca quando io volevo creare un sistema di imprenditori, appaltatori, ecc. che hanno organizzato cene per conoscere… le ho fatte con Stefano Parisi, le ho fatte con Meloni…”.

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